Prostituzione, Luino porto di mare

Sudamericane che si spacciano da russe, cinesi esperte di massaggi. Tutte con un unico fine: soddisfare il cliente grazie agli annunci sul giornale

Cinesi, e sudamericane che si spacciano per russe. Case d’appuntamenti con l’occorrente per pratiche sado-maso e di sesso estremo. Il Luinese si anima ancora una volta del fuoco che cova sotto la soffice coltre della “tranquillità” di provincia. Due operazioni distinte e condotte dalla polizia hanno difatti messo a nudo altrettante case d’appuntamento, una gestita da cinesi e l’altra che ha visto come protagoniste alcune sudamericane.
Nel primo caso quanto scoperto rispecchia una moda già nota anche in provincia di Varese: una fitta turnazione di ragazze dagli occhi a mandorla che si alternano di città in città: in questo caso Cremona-Borgomanero-Verbania-Mestre-Luino-Cardano al Campo-Milano-Genova-Bologna con vari arresti e denuncie, le ultime proprio di qualche giorno fa, nei confronti di due persone, una di Borgomanero – gestore di un esercizio pubblico – e un’altra di Induno Olona, per favoreggiamento alla prostituzione e favoreggiamento alla permanenza di stranieri clandestini.
L’altra vicenda parte invece da un episodio più lontano nel tempo, dopo l’arresto di un cliente  italiano che aveva rapinato e violentato una ragazza nell’appartamento di Via Manzoni a Luino. A gestire la “casa”, questa volta in via San Pietro dove – secondo quanto riportato dalla polizia –  “alcune ragazze sudamericane, con messaggi promozionali pubblicati sulla Prealpina, offrivano prestazioni, ‘compagnia, rilassamento e momenti indimenticabili’”. Ecco come si è svolta l’operazione: dopo accertamenti e appostamenti, nella giornata di venerdì, il poliziotto esca contatta telefonicamente una ragazza per prendere appuntamento, sale in casa e, dopo la richiesta di 100 Euro, qualificandosi, fa intervenire i colleghi.
Risultato finale, oltre alla chiusura dell’appartamento, il sequestro di tutta l’attrezzatura (comprese creme e unguenti, centiania di profilattici, e in necessaire per bondage e altre pratiche di sesso estremo) e telefoni cellulari. Due le ragazze brasiliane denunciate per favoreggiamento alla prostituzione e per favoreggiamento alla permanenza di stranieri clandestini in quanto la terza ragazza, di 23 anni, ecuadoriana era in Italia clandestina da 4 anni. Un particolare: le ragazze, servendosi dell’annuncio sul giornale, si spacciavano per russe, genere che probabilmente suscita maggiori appetiti da parte dei clienti, i quali tuttavia, aperta la porta dell’appartamento si trovavano invece di fronte “professioniste” dell’America Latina.

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Pubblicato il 17 Settembre 2007
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