Turismo in bicicletta? Si grazie
Un convegno mercoledì 19 in Provincia per favorire una politica turistica rivolta agli amanti delle due ruote e per competere con altre zone europee
Il convegno “Il turismo in bicicletta nella provincia di Varese”, organizzato per mercoledì 19 settembre alle 14.30 nella Sala Convegni della Provincia, tratterà la situazione e lo sviluppo delle reti e degli itinerari di lunga percorrenza per gli appassionati delle due ruote nel territorio insubrico. Le iniziative di promozione del turismo ciclistico si stanno sempre più affermando anche in Italia e nella regione Lombardia, sebbene ancora con molte discontinuità e spesso con insufficiente coordinamento. Il progetto INTERREG IIIA “Ciclovia dei laghi”, concluso nel 2006, e soprattutto quello in corso “Bike network” individuano nell’area insubrica un territorio ricco di potenzialità, coinvolgendo le province di Varese, Como, Lecco e Sondrio, insieme ai cantoni svizzeri Ticino e Grigioni. Gli obiettivi principali del progetto sono la valorizzazione delle risorse dell’area di confine italo-svizzera per fornire una nuova interpretazione del territorio in chiave turistico e culturale, e di favorire una politica turistica più attenta alla mobilità sostenibile.
Il territorio varesino conta al suo attivo significative realizzazioni per opera dell’amministrazione provinciale, di comunità montane e di enti parco che nell’ultimo decennio, con crescente impegno e convinzione, hanno colto il valore ambientale, sociale ed economico della promozione del cicloturismo.
Per non lasciarsi sfuggire tutte le opportunità che questa nuova cultura può offrire è necessario attrezzarsi per reggere il confronto con i Paesi e le regioni che già da molto tempo hanno iniziato a operare in tal senso. In essi, infatti, le infrastrutture e i servizi per il turismo in bicicletta sono estesi e consolidati e si presentano come un carattere distintivo e di grande attrattiva dell’offerta turistica. Tale obiettivo implica il superamento dell’ottica tradizionale del cicloturismo come pratica sportiva di nicchia; occorre saper rispondere alla domanda di un ciclismo da diporto per ogni età e condizione atletica, offrire la suggestione del “viaggio” in bicicletta, garantire diffusamente le condizioni e i servizi per la mobilità “dolce”. I progetti, gli interventi devono superare l’orizzonte dei confini amministrativi per collocarsi in modo appropriato in un disegno di rete coordinata alle diverse scale: dai grandi itinerari europei e nazionali a quelli provinciali e locali.
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