Una scuola per i ragazzi del campo nomadi
Sono una decina i giovani Sinti che non frequentano più le scuole medie e il Comune sceglie di mandare un’insegnante. Allo studio il progetto dopo sperimentazione di 3 mesi
Un insegnante al campo nomadi per i ragazzi che altrimenti non andrebbero a scuola. È il progetto in fase di studio all’assessorato ai servizi sociali di Saronno, dopo la sperimentazione avviata nello scorso mese di maggio, quando venne approvato un progetto analogo per la durata di 3 mesi. Da tempo il campo nomadi di via Deledda, dove vivono un’ottantina di Sinti di cui una trentina minorenni, è sotto l’attenzione dell’amministrazione. Cittadini saronnesi a tutti gli effetti (il Comune di Saronno ha riconosciuto la cittadinanza ancora una decina di anni fa), vivono nella cultura nomade, secondo cui la scuola non è un obbligo, soprattutto dopo le elementari. Inoltre nella zona sono frequenti le segnalazioni delle aziende vicine che lamentano atti vandalici, danneggiamenti a telecamere o attrezzature. Situazione spesso segnalata ai carabinieri.
“Con la sola repressione non si va da nessuna parte – spiega l’assessore Elena Raimondi che sta studiando il progetto con le dirigenze scolastiche della città -. Il nostro intento è quello di aiutare chi vive in queste comunità ad avviarsi nel mondo del lavoro, attraverso le regole che glielo permettano, ma con la sola licenza elementare non ci si muove”. E così, dopo i primi tre mesi di esperimento, che secondo la Raimondi hanno riscontrato un ottimo gradimento tra le famiglie Sinti, si sta attuando il progetto per la durata di un anno, con le lezioni che si svolgeranno in un aula polifunzionale del campo, rivolto a una decina di minorenni tra gli 11 e i 18 anni che hanno abbandonato la scuola.
“Certamente preferiremmo che frequentassero la scuola normalmente – prosegue l’assessore – ma il nostro intento, educativo e sociale, è proprio quello di avvicinare questi giovani e le loro famiglie alle regole del mondo del lavoro. Non possiamo sostituirci ai loro genitori e costringerli ad andare a scuola. Ma possiamo avvicinarli a questo mondo. Non è detto che l’anno prossimo vi siano meno studenti da seguire perché, invece, si sono iscritti alla scuola media normalmente. È la nostra speranza”.
Il progetto è comunque in fase di studio e vi sono state delle polemiche da parte delle Lega Nord sui costi dell’iniziativa: “La sperimentazione è costata quasi 600 euro al mese per tre mesi – spiega l’assessore -. Il progetto che copra tutto l’anno non avrà sicuramente cifre esorbitanti rispetto al ritorno che avremo dal punto di vista sociale. Se però vi sono altre soluzioni o altre proposte, sono qui per ascoltarle”.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
dieghito su Investito in Germania, è morto il ginecologo varesino Massimiliano Milani
matthewborg su Lago di Varese, caccia e sport d'acqua: le regole per la convivenza da domenica
principe.rosso su Il Governo elimina il bollo per auto e moto di piccola e media potenza
Walt06 su Varese, tutti promossi al Centro Studi Voltaire: il bilancio del primo anno
PSG su Dopo le polemiche, è il giorno dell’avvio delle lezioni alla scuola di via Curtatone a Gallarate
principe.rosso su Crollo alla E-Work Arena, Varese pronta ad aiutare la Uyba Volley: a disposizione il palasport di Masnago






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.