«Botte al cliente che non paga». La carrozziera evita il processo

La procura l'accusava di estorsione ma una curiosa vicenda di debiti non pagati si conclude con il nulla di fatto

Oggi fa l’estetista, ramo unghie, ha cambiato mestiere insomma, ma quattro anni fa faceva la carrozziera, in zona Gavirate, e, tra le altre cose, vendeva pezzi di ricambio a un collega della Valtravaglia, che però non la pagava. Nemmeno dopo più richieste.

Nel frattempo le fatture erano diventate cambiali, ma poco prima che la prima di queste venisse protestata, decise di dargli fiducia ancora una volta, e gli vendette, per l’ultima volta, degli altri pezzi di ricambio.

Risultato: il cliente, a suo dire, non pagò e la donna si ritrovò con un credito che non sapeva come recuperare. Secondo la Procura il suo fidanzato, un ragazzo di origine pugliese, chiese al fratello e un amico, venuti direttamente dal sud, di fare visita al carrozziere inadempiente. Visita che si sarebbe conclusa, sempre secondo l’accusa, con qualche schiaffo.  

In ogni caso,  l’esercente valtravagliese, dopo quell’incontro, decise di pagare, ma siccome non aveva soldi, regalò una macchina alla sua fornitrice, attraverso un trapasso in una agenzia di pratiche automobilistiche. La procura di Varese aveva visto in tutta questa storia un’estorsione, e aveva chiesto il rinvio a giudizio della donna e degli amici. L’ingiusto profitto, realizzato con l’estorsione, sarebbe consistito nel fatto che l’auto valeva molto di più delle cambiali che il carrozziere doveva pagare alla collega.

La parte offesa sosteneva di non avere altri debiti oltre le cambiali, ma l’avvocato della donna, Marco Mainetti, utilizzando in udienza un verbale della guardia di finanza che attestava come anche l’ultima fornitura, quella concessa sulla fiducia un mese prima dei protesti, fosse stata messa a costo nella contabilità del debitore, forniva la prova che il credito vantato dalla propria assistita era in realtà simile al costo dell’auto, facendo venir meno il requisito dell’ingiusto profitto.

Per questo motivo il gup ha derubricato l’accusa da estorsione a esercizio arbitrario delle proprie ragioni, reato non procedibile d’ufficio, ma a querela di parte. E visto che la parte lesa aveva presentato  solo una denuncia, atto diverso dalla formale querela necessaria per tale tipo di reato, il gup ha pronunciato sentenza di non luogo a procedere.

Tutti gli eventi

di settembre  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 06 Dicembre 2007
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.


Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.