Fontana in prima linea tra i sindaci della Lega
Trecento i pullman giunti da tutto il Nord per la manifestazione del Carroccio contro il Governo e in difesa dei decreti sulla sicurezza dei primi cittadini leghisti
Alla manifestazione organizzata dalla Lega Nord a Milano oggi, domenica 16 dicembre, il sindaco di Varese Attilio Fontana era in prima fila. «Non toccate i nostri sindaci! Ognuno sappia che se cadono i nostri sindaci noi reagiremo. Sarò io in prima fila a tirare l’attacco contro la canaglia romana»: è questo l’intervento conclusivo di Umberto Bossi dal palco di piazza del Duomo sulle note del “Va pensiero” cantato da Zuleika e ascoltato dai leghisti con la mano sul cuore. Il Senatùr sale sul palco dopo i “suoi” sindaci, i primi cittadini che hanno firmato le ordinanze contro i cittadini comunitari ed extracomunitari stranieri e che hanno partecipato ai due cortei indossando tutti la fascia verde con scritto «Difensore dei cittadini».
«Finalmente tutti si sono accorti che noi sindaci siamo quelli in prima linea – commenta Fontana -. Noi siamo quelli più impegnati tutti giorni nella battaglia a difesa dei cittadini, ogni giorno alle prese con i problemi causati dalle scarse disponibilità, dai tagli alla Finanziaria, ogni giorno combattiamo la battaglia per trovare la possibilità di fare». «Queste ordinanze le facciamo per far capire alla gente che siamo con loro – continua il primo cittadino leghista -. E molti sindaci anche di sinistra hanno capito la nostra battaglia, capiscono che siamo nel giusto».
L’annuale manifestazione leghista è stata un atto di accusa contro il governo Prodi, a cui il leader del Carroccio e i suoi chiedono le dimissioni, e contro il clima di insicurezza che si respira nel Paese: «Siamo in trecentomila – commenta soddisfatto il senatore Roberto Calderoli -; i sindaci padani con atti amministrativi hanno fatto per la sicurezza dei cittadini molto di più dello Stato che ha invece creato problemi devastanti come l’indulto e la politica delle porte aperte ai clandestini». Alla manifestazione del Carroccio, in cui sono stati esposti manifesti come “Liberiamo la Padania da Prodi, dal suo indulto, dalle sue tasse e dalla schiavitù romana”, sono arrivati oltre trecento pullman da tutto il Nord. Il Senatùr improvvisa poi «Oh mia bela Madunina», l’inno di Milano, dicendo a tutti i “fratelli padani” presenti che «quando andate a casa ricordatevi che Bossi pensa ai vostri problemi, al bene delle vostre famiglie». Sul palco Roberto Maroni, Davide Boni, Matteo Salvini e Attilio Fontana hanno esposto la bandiera del Milan, con disegnata l’effige di Alberto da Giussano e il simbolo del sole padano.
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