L’alternativa alla coda esiste
Di Elisabetta Campiotti e Massimo Zanotti
Egregio Direttore,
le scriviamo in questa occasione con stima e simpatia perché desideriamo che la nostra voce arrivi in questa occasione un po’ più in là della nostra stretta cerchia di amici e parenti.
Due considerazioni sullo sciopero. Conosco abbastanza bene il grave disagio della categoria dell’autotrasporto per aver lavorato nel settore, situazione che è in peggioramento ormai da diversi anni, e capisco la frustrazione di chi cerca di ottenere qualcosa con mezzi meno drastici e non si vede ascoltato in alcun modo. Non li biasimo, anzi biasimo chi si indigna: le nostre proteste sono giuste, quelle degli altri sbagliate non appena ci creano qualche disagio. Credo che dovremmo tutti cercare di metterci un po’ nei panni degli altri prima di criticare, anche perché il mondo gira e i panni altrui spesso sono anche i nostri se guardiamo la situazione da altri punti di vista. Abusivismo e illegalità, che sono una delle piaghe che danneggia il settore in questione, sono presenti purtroppo in molti altri ambiti senza che si assista alla messa in atto da parte dello Stato dei controlli e delle sanzioni necessari a ridurre drasticamente il fenomeno.
Dopo queste considerazioni desidero soprattutto comunicare la nostra situazione famigliare in questa specifica circostanza di penuria di rifornimenti.
Premetto che ci dedichiamo da diversi anni al consumo critico, escludendo il più possibile dai nostri acquisti molti prodotti di multinazionali poco virtuose, acquistando prodotti del Mercato Equo, ed evitando l’acquisto di acque minerali in bottiglia per utilizzare quella ottima dell’acquedotto. Ultimamente ci stiamo anche impegnando a riscoprire i piccoli produttori locali o quelle botteghe che selezionano i produttori in base a eticità, trasparenza, metodi biologici.
Al di là della situazione carburanti, che ci colpisce indiscriminatamente, in famiglia ci siamo accorti con stupore che la nostra scelta molto alternativa rispetto alla grande distribuzione, ci sta evitando corse folli e panico da dispensa vuota. Infatti molti prodotti essenziali come latte, uova, formaggio, burro, patate li reperiamo facilmente dai produttori locali legati all’iniziativa Il mio latte appena munto , nata per opera dell’Associazione Allevatori e la Regione Lombardia; un po’ di farina l’abbiamo già in casa per fare pane, torte e biscotti; per frutta e verdura ci affidiamo a piccoli negozi selezionati che probabilmente hanno i loro sistemi di approvvigionamento in piccolo e/o in proprio.
Personalmente temevo che queste scelte ci avrebbero costretto a una spesa maggiore per i generi alimentari, invece devo dire che risulta addirittura più economico in molti casi: in senso assoluto perché il latte, le uova, il burro e il formaggio dei nostri allevatori sono più buoni e costano meno rispetto ai supermercati; in senso relativo perché se anche al supermercato trovo frutta e verdura a prezzi scontati (a volte), ma oltre a essere poco gustosi dopo un paio di giorni la metà è da buttare perché in procinto di marcire mi dite dov’è il risparmio?
Concludendo vorremmo lanciare un messaggio agli italiani in “ascolto”: cogliamo questo sciopero come opportunità per riscoprire i piccoli produttori locali e le alternative esistenti alla grande distribuzione; ci potrebbero essere per tanti piacevoli sorprese e più soddisfazione; inoltre ciò contribuirebbe nel medio termine a ridare respiro e vita a tante piccole realtà che oggi faticano a sbarcare il lunario perché schiacciate da concorrenza e pubblicità di colossi imbattibili. I prodotti locali spesso sono più buoni e genuini, non subendo processi di lavorazione e conservazione industriale, più facilmente controllabili, aiutano i nostri concittadini, inquinano anche pochissimo perché vengono trasportati poco o nulla.
Ringraziamo lei e il giornale e porgiamo cordiali saluti
Elisabetta Campiotti
Massimo Zanotti
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