Legambiente: “Un nuovo inceneritore a Milano non serve”
Gli ambientalisti si oppongono al progetto. "Con la crescita attuale, ci vorrebbero 500 anni per arrivare a 500 mila tonnellate di rifiuti urbani in più all'anno"
Riceviamo e pubblichiamo
Dopo l’ultimatum del Comune di Milano alla Provincia, è arrivato l’ok da parte del presidente provinciale, Filippo Penati, al progetto di costruzione di un nuovo inceneritore. Alla base della scelta c’è la previsione secondo cui entro il 2011 ci saranno 500 mila tonnellate in più all’anno da smaltire, e la convinzione che non sarà sufficiente il potenziamento degli impianti esistenti.
Resta da capire su cosa si basa l’aumento stimato delle 500 mila tonnellate al 2011. "Ogni cittadino della provincia di Milano, comprese le attività produttive, produce ben 500 chili di rifiuti all’anno a testa – afferma Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente -. Cioè 1.900.000 tonnellate all’anno. E non crescono. Soprattutto non crescono i rifiuti residui dalla raccolta differenziata, gli unici che potrebbero essere trattati negli inceneritori. Dal 2004 al 2006 sono cresciuti mediamente solo di mille tonnellate all’anno. Ci vorrebbero 500 anni per fare 500 mila tonnellate".
Dove risiede, dunque, l’interesse e l’ignoranza nella decisione di costruire un nuovo inceneritore? "Basta vedere i numeri del Piano provinciale per rispondere – continua Andrea Poggio -. Ebbene, delle 500mila tonnellate di possibile deficit provinciale l’80% non è costituito da rifiuti urbani". Il piano parla, infatti, di 100mila tonnellate come potenzialità di riserva da garantire per interventi di emergenza con altre provincie e regioni, e di 300mila tonnellate di fanghi di depurazione e rifiuti intercettati dai privati di origine industriale (rifiuti speciali).
Invece di progettare nuovi impianti, Milano dovrebbe migliorare da subito la raccolta differenziata, ad oggi ferma a poco più del 30% (nonostante la legge imponga il target del 40%), soprattutto per quanto riguarda la frazione organica, che da sola rappresenta il 30% dei rifiuti prodotti. "Per gran parte dei rifiuti di cui si parla nel piano (fanghi di depurazione e rifiuti organici di Milano non differenziati) – sottolinea Andrea Poggio – varrebbe invece la pena recuperare biogas, anche alla luce dei nuovi incentivi previsti dalla legge sulle energie rinnovabili. Il biogas, inoltre, è un combustibile accumulabile e quindi utilizzabile tutto l’anno".
Legambiente, inoltre, non ha mai demonizzato gli inceneritori: quello di via Silla a Milano porta la firma di avvio di Walter Ganapini, allora Assessore e dirigente di Legambiente, con il pieno sostegno di tutta l’associazione. E’ sua la firma a tutte le soluzioni di differenziazione dei rifiuti e di impianti (come quello di compostaggio) che hanno permesso di far uscire Milano dall’emergenza. Da allora si sono solo fatti passi indietro: nella raccolta differenziata e nella chiusura di impianti di trattamento.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Felice su Carburanti, finiscono le risorse per lo sconto: proroga del gasolio fino a mercoledì
magicg su Quanti aerei atterrano e decollano da Malpensa? Il rumore sulle nostre teste sta diventando un problema
lenny54 su "Moschea" di via Giusti Varese, Galparoli attacca e parla di regalo politico, Palazzo Estense replica: "È lì da 30anni"
Fabrizio Tamborini su Più verde e meno cemento contro il calore: il nuovo PGT prepara Varese alle sfide del clima
principe.rosso su Fontana al Corriere torna a parlare della necessità di un cambio di passo nella Lega
principe.rosso su Sicurezza a Gallarate, Dall’Igna replica ai gruppi di Vannacci: “La campagna elettorale è già iniziata”






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.