Rimosso il sito Italia.it

Il portalone da 45 milioni di euro inaugurato nel 2007 è stato rimosso, senza molte spiegazioni. Il progetto era nato tra le critiche dei nomi autorevoli del web

Ieri sera, venerdì 18, il portale Italia.it ha esalato il suo ultimo “respiro”. Questa esperienza ha avuto vita difficile fin dai suoi primissimi giorni di vita. L’idea di creare un portale in grado di promuovere l’immagine del nostro paese era nata nel 1994, su proposta del ministro Stanca. Per vedere la prima realizzazione, però, si è dovuto attendere fino a febbraio 2007, quando questo sito internet venne presentato in pompa magna alla Bit.

Immediatamente il portale fu bersaglio di critiche agguerrite, in particolare da parte di blog particolarmente influenti. In effetti motivi di sberleffo ne offriva in abbondanza. Per prima cosa il sito disponeva di una struttra tecnologica inadatta ad una pagina istituzionale, difficile da navigare senza banda larga, inaccessibile ai disabili e vulnerabile agli attacchi. Inoltre presentava errori grossolani di grammatica e ortografia.

Ancor più pesanti le critiche al design del logo, con tanto di piena bocciatura di Oliviero Toscani dalle pagine del blog Caymag: “È l’ennesima occasione mancata per il Paese, una operazione mal riuscita e gestita da incompetenti, un piccolo marchietto che rispecchia perfettamente l’Italia di oggi, presuntuosa e poco consistente”.

Una polemica che si sarebbe esaurita in poco tempo, ma un “piccolo” particolare l’ha resa ancor più scottante: questo portale sono stati investiti dallo Stato ben 45 milioni di euro. Alla faccia di tecnologie “leggere” e investimenti oculati.

La fine di questo portale si è rivelata indecorosa, almeno quanto gli inizi. Già ad ottobre Rutelli aveva “minacciato” il progetto, sostenendo che a meno di cambiamenti sostanziali quelle pagine sarebbero state rimosse. In effetti i risultati sono stati deludenti: nel maggio del 2007 Italia.it era ancora al 2.539˚ posto nella classifica dei web nazionali e al 579.039˚ in quelli degli Stati Uniti.

La redazione napoletana del portale, che in questi mesi si è effettivamente impegnata in un recupero dei contenuti, provando a coinvolgere anche le Regioni, ha passato diversi mesi nell’incertezza totale. Il portale sarebbe stato rinnovato o effettivamente chiuso? Per 60 giorni i redattori hanno lavorato gratuitamente, mentre nessuno era in grado di dare risposte precise sul loro futuro.

Verso le 19 di ieri sera il Dipartimentio dell’innovazione tecnologica ha optato per la chiusura, ma al momento non sono state diffuse note ufficiali. Una linea di comportamento che accompagna da tempo le polemiche: già due volte, infatti, il Governo non è stato particolarmente trasparente. La documentazione pubblica sulla genesi del portale non è stata consegnata né ai firmatari del sito “Scandalo Italiano” né all’associazione “Generazione Attiva”. Ora digitando Italia.it non appare nemmeno un sito di “addio”, ma il generico messaggio di “pagina non raggiungibile”. Sperando che, vista l’entità dell’investimento, questa non rimanga l’unica comunicazione in merito all’accaduto.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 19 Gennaio 2008
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