Centrale a olio di palma all’ex-Agrolinz? “No, grazie”
Insieme per Castellanza e Progetto Olgiate si preparano a una mobilitazione popolare, denunciando l'operazione e i tentennamenti dell'amministrazione castellanzese
Sulla centrale a cogenerazione ad olio di palma che dovrebbe sorgere sull’area Agrolinz Melamine Italia (AMI), sostituendo l’attuale e più grande centrale a metano, sta per scatenarsi una battaglia politica che coinvolge Olgiate Olona e Castellanza. Ma mentre nel primo le perplessità sono condivise da maggioranza e minoranza insieme, Castellanza pencola ancora. Da qui la richiesta vigorosa, da parte di Insieme per Castellanza, che il sindaco Farisoglio metta al bando ogni tentennamento e prenda una posizione chiara. Se ne è parlato oggi in conferenza stampa.
La questione, già annunciata a luglio dal gruppo consiliare, «quando ci diedero dei pazzi e visionari» (così la consigliera Lidia Zaffaroni), ha avuto un’accelerata improvvisa a gennaio con una serie di passi intrapresa da BEC, la società interessata a creare l’impianto, presso Comune e Regione. Passi che sono già a buon punto: il procedimento per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale è già aperto da metà gennaio.
Il capogruppo dell’opposizione olgiatese (Progetto Olgiate) Andrea Monteduro rileva che se nel suo Comune vi è unità d’intenti – un tecnico è già stato incaricato per relazionare sul progetto della centrale – a Castellanza c’è da sciogliere un nodo politico. Insieme per Castellanza cita le dichiarazioni in ordine sparso degli esponenti della Giunta Farisoglio: dal sindaco che condiziona un sì al rilancio dell’area produttiva, cui in teoria la centrale dovrebbe fornire un apporto cruciale, al vicesindaco Ferro che propone di coinvolgere i cittadini nella scelta, fino all’assessore al territorio Caldiroli che si dichiara contrario alla centrale. Insieme chiede chiarezza: «Il sindaco, se vuole scrollarsi di dosso l’etichetta di ex dipendente Agrolinz (era dirigente dell’impianto ndr), si metta alla testa del movimento territoriale contrario alla centrale» dichiara Michele Palazzo, collega di Zaffaroni in consiglio comunale.
Ma la cosa che preoccupa è soprattutto che i Comuni sono in posizione di estrema debolezza, in questo discorso: in Conferenza dei servizi, con le parti interessate, le amministrazioni locali e la Regione, si decide a maggioranza semplice. Per questo si vuole mobilitare la popolazione e organizzare se possibile un referendum – per il quale a Castellanza, però, manca l’apposito regolamento. Intanto sempre a Castellanza già venerdì si discuterà in consiglio comunale una mozione sull’argomento. Dal punto di vista ambientale, con tutto quello che il polo chimico ha già emesso di suo nei decenni passati, ci si lamenta dell’inopportunità di importare un combustibile dai Tropici quando altrove si usano biomasse locali. Ma a bruciare è la questione: da questo progetto cosa viene a Castellanza ed Olgiate? «La scelta dell’olio di palma è affaristica» chiosa Zaffaroni per i duri d’orecchio, «chiudendo la vecchia centrale si toglie alimento a quel che resta del polo chimico: e poi?» Il rilancio dell’area produttiva non è contemplato nell’esame della conferenza dei servizi. Olgiate e Castellanza potranno esprimere un dissenso motivato, ma senza andare a toccare aspetti occupazionali esterni all’area interessata dalla centrale – una parte assai piccola del totale.
Vi sono poi i complessi intrecci societari su cui Insieme per Castellanza indaga da mesi. BEC ha per soci al 70% la gaviratese CEG (a sua volta posseduta al 50% da AET-Azienda Elettrica Ticinese e da Laborex), al 20% la Borgo Olona srl, legata a TMC, che possiede parte del polo industriale AMI, infine al 10% AMGA, multiutility dell’Alto Milanese con sede a Legnano. Si profila attraverso Castellanza un asse Milano-Bellinzona, visto che la Regione Lombardia, controllante delle Ferrovie Nord a loro volta coinvolte nell’affare, secondo la ricostruzione di Insieme, (l’olio di palma arriverebbe inoltre via treno sulla linea Saronno-Novara), appare ben disposta verso il progetto. Ma dal Ticino potrebbero arrivare delle novità, avverte Zaffaroni. Oggi infatti le telecamere di TeleTicino si sono presentate davanti ai cancelli di Agrolinz con i consiglieri di insieme per un servizio sulla questione. Per AET, parastatale, ci sarebbero grandi manovre in vista, con cambi al vertice previsti quest’anno che potrebbero sparigliare le carte all’ultimo momento.
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