Così trascorre la notte dei raver
Musica ad alto volume all'ex mostra del tessile ma disordini contenuti, la polizia sorveglia a distanza
Qualcuno scavalca cancellate enormi, altri si insinuano in improbabili feritoie fra la stentata recinzione attorno all’area. Qualcun altro, più intelligente, passa dal grande cancellone aperto proprio di fianco al camion dei panini, magari entrando anche in macchina a cercare parcheggio. Così passa la notte del rave a Castellanza dove in centinaia, da tutt’Europa, sono arrivati per la festa a base di musica techno e droga.
Poche pattuglie di poliziotti sorvegliano a distanza la situazione che tutto sommato è tranquilla, intensificare i controlli servirebbe soltanto ad acuire le tensioni. Il vialetto che dall’entrata del cancello conduce al capannone della musica è costellato di tende e camper, molti anche i bivacchi e i fuochi accessi attorno ai quali si concentrano i ragazzi per riscaldarsi.
Già all’esterno la musica è molto forte ma varcata la soglia del capannone si rimane senza fiato, la scenografia è senza dubbio notevole, niente a che spartire con i modesti spazi offerti dalla cartiera di Vedano dove a dicembre si era svolto l’altro rave party. L’ex Mostra del tessile può tranquillamente essere paragonata a un hangar per gli aerei, un soffitto altissimo dove a malapena si riflettono le potenti luci proiettate dal palco; talmente vasto che anche le gigantesche casse poste sul fondo faticano ad esprimere tutta la loro potenza. Decine di camper sono parcheggiati all’interno del capannone, alcuni, peraltro accesi, impestano l’aria con fumi di scarico potenzialmente pericolosi, una lunga fila di tende da campeggio è invece appostata ai bordi dei muri anche di fianco alle zone di diffusione della musica, difficile immaginare di riuscirci a prendere sonno. Sul fondo del capannone è allestito il palco su cui poggiano decine di casse per la musica e qualche schermo che trasmette immagini psichedeliche, fasci di luci tutto intorno.
Questa la scenografia, i veri attori invece sono lì, proprio davanti alle casse, investiti in pieno dalla musica a tutto volume. Sono il popolo dei rave, accorsi da tutta Europa per assistere a questo evento. Si sentono parlare un sacco di lingue straniere, hanno vestiti bizzarri e pettinature improbabili attraverso i quali ognuno di loro cerca di esprimere se stesso al di fuori dei canoni comuni. Tra loro anche giocolieri che non esitano a esibirsi in giochi di fuoco. Alcune facce possono incutere timore, ma nessuno di loro è realmente pericoloso, sempre disponibili a scambiare quattro chiacchiere o a dividere da mangiare e da bere con chiunque.
Gli unici di cui bisognerebbe avere paura all’interno di un rave party e di se stessi. L’unica fonte di pericolo è quanto sei disposto a fare per poterti "divertire". La componente droga, inutile negarlo o far finta di niente, è intimamente legata allo spirito del rave. La gran parte di loro si accontenta di qualche "sana" birra o qualche canna, ma si vedono anche ragazzi armeggiare con specchietti e carte di credito, non certo usati per specchiarsi e fare shopping. Chetamina, mescalina, speed, anfetamine, droghe da ingerire e da inalare, da fumare e da bere, possono essere reperiti facilmente e in qualunque punto dell’edificio. Lo sguardo di molti è assente, quello di altri fin troppo vispo, nessuno in ogni caso assume comportamenti aggressivi o pericolosi, in quel luogo dove nessuna legge dello stato pare essere rispettata, vige in realtà un sistema di autoregolazione che ne limita gli eccessi nel rapporto con gli altri, come all’interno di una grande famiglia.
Durante un rave il tempo sembra fermarsi, tutto si ripete incessantemente come i battiti delle casse, i gesti e le parole sono gli stessi e non perdono vigore. A scandire il susseguirsi delle ore rimane solo l’alternarsi della luce e del buio, ma nessuno sembra farci troppo caso, finche il fisico regge si continua a ballare come niente fosse. Con il trascorrere della notte aumentano le persone sdraiate ai piedi dei muri, hanno dato più di quello che potevano dare, o assunto più di quello che potevano assumere, al loro fianco, comunque, c’è sempre un compagno fidato disposto a sacrificare il proprio divertimento per vegliare sull’amico in difficoltà. Qualcuno esausto si rifugia nelle tende o nei camper per poter riprendere le forze. Gli altri continuano a ballare.
E’ un mondo strano quello dei raver, non vogliono sovvertire niente, non vorrebbero infastidire nessuno, anzi sono totalmente disinteressati a quello che succede fuori dagli spazi di un rave quando c’è un rave. Il loro manifesto dice: "La nostra arma l’informazione. Il nostro crimine è violare e sfidare qualsiasi legge che voi sentite aver bisogno di utilizzare per porre fine all’atto di celebrare la nostra esistenza. Ma ricordate che mentre potete fermare un qualsiasi party, in una qualsiasi notte, in un qualsiasi città, in una qualsiasi nazione o continente di questo magnifico pianeta, non riuscirete mai spegnere il party intero. Non avete accesso a questo interruttore, non importa quello che pensate. La musica non si fermerà mai. Il battito del cuore non si spegnerà mai".
Sono consapevoli di fare qualcosa di illegale, ma sono disposti a rischiare, l’ansia di musica è troppo forte. Nel fare quello che fanno cercano di creare meno disagio possibile, ma è praticamente impensabile, il chiasso è comunque eccessivo. Chiunque sta fuori da un rave party se ne continua a lamentare. Gli altri continuano a ballare.
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