Giuffrè: “Per Napolitano De Filippo è la cura per Napoli”
Da lunedì a mercoledì il grande attore porterà "Il Sindaco del Rione Sanità" all'Apollonio. Uno sguardo sorprendentemente attuale sul nostro Paese
Ormai chiunque pensi ad un personaggio di Eduardo De Filippo non può non vederlo con le sue fattezze. Lui è il vero esponente del teatro tradizionale oggi, un ruolo che proprio nel 2007 gli è valso il titolo di Grande Ufficiale, attribuito dal Presidente della Repubblica. Stiamo parlando di Carlo Giuffrè, ovviamente, uno dei nomi più importanti della nostra cultura teatrale, che prorio questo martedì, 5 febbraio (e in replica il 6 e il 7), passerà all’Apollonio di Varese. Qui porterà "Il Sindaco del Rione Sanità", un’opera di De Filippo straordinariamente attuale, un aspetto che sorprendentemente è lo stesso Giuffrè ad averci sottolineato con estrema puntigliosità in questa intervista.
Recensioni brillanti e un pubblico caloroso. Il teatro di De Filippo continua a dare soddisfazioni vero?
«Per me è stato un successo inaspettato, questa è la sesta opera di De Filippo che porto a teatro ma nessuna ha riscontrato questo entusiasmo, di pubblico e di critica. Sono felicissimo di questo affetto, vedo un pubblico sempre commosso. Anche il Presidente della Repubblica ha visto lo spettacolo ed è venuto a dirmi che avrei dovuto portare questa commedia a Napoli per un anno intero».
Cosa fa scattare, nel 2008, la scintilla per questo spettacolo?
«Credo che tutto dipenda dalla nostalgia di un tempo migliore, e dalla ricerca di un miglioramento. Non è solo un problema del rione Sanità, anche se Napoli con questa brutta storia della spazzatura non sembra così lontana dal passato. Ma ovunque vado vedo questa necessità di miglioramento per quello chiamo il "rione mondo". Oggi c’è molta sfiducia e, paradossalmente, il passato sembra un rifugio più sicuro».
Il personaggio di Antonio Barracano è forse uno dei veri eroi di De Filippo. Eppure oggi sarebbe definito criminale. Un ossimoro non indifferente…
«Questa è la storia di un guappo (l’antenato "buono" della figura del camorrista ndr) che è quasi un santo. Vede una mancanza di giustizia e prova a farla da solo per tutti, è come un Robin Hood, un vero eroe popolare. Paradossalmente lui non è un criminale, ma una vittima di un sistema sbagliato che ha provato a migliorare. Basti pensare che prima di morire non ha voluto fosse incolpato il suo assassino, per evitare stragi. La sua avversione alle faide era un valore fortissimo».
Quindi questo è un copione ancora attuale?
«È attualissimo, se pensiamo al problema della violenza sanguinosa, che Eduardo aveva previsto in ogni particolare. Aveva intuito il degenerare della situazione, non solo nel sud ma ovunque».
Quello che affronterà a Varese era il personaggio più amato dal suo creatore. Una sfida importante?
«Era il suo personaggio più amato, e soprattutto un personaggio ispirato ad un suo vero amico. Una figura di un tempo passato quando, dopotutto, anche i reati facevano meno paura».
"Il Sindaco del Rione Sanità" è uno spettacolo che fa parte della Stagione Comunale. Per ulteriori informazioni sulla prenotazione e sul costo dei biglietti, visitate il sito del Teatro di Varese.
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