Il Nord che non c’è più

Malpensa e il ruolo della Lega al centro del dibattito della puntata dell'Infedele di Gad Lerner

Malpensa è un bluff e lo stato del Nord non c’è più. Dopo vent’anni il leghismo avrebbe fallito e ora fa del futuro dell’aeroporto la propria bandiera. Sullo sfondo di un Napoleone  a cavallo di un aereo di Alitalia, Gad Lerner ha chiamato a raccolta una dozzina di ospiti per discutere intorno all’aeroporto milanese, ma soprattutto per fare un affondo alla politica leghista di questi anni.
A difendere le posizioni del Carroccio l’onorevole Andrea Gibelli e il sindaco di Novara, Massimo Giordano. In sala, insieme a imprenditori, sindacalisti e tecnici, anche Raffaele Cattaneo e in collegamento da Roma il ministro Pierluigi Bersani.

Nella prima parte della trasmissione Lerner ha raccontato la situazione con un video e una lunga intervista a Roberto Formigoni. Il governatore ha sparato a zero contro il ministro Padoa Schioppa. «Lui ha interessi personali e per questo ha scelto Air France». Parole come pietre ma che non hanno infiammato la platea de "L’Infedele" più di tanto.
Su Malpensa la situazione è più ingarbugliata che mai. Il mondo dell’impresa ha espresso tutta la preoccupazione per i rischi di una profonda crisi economica che il tracollo dell’aeroporto potrebbe portare. Crisi che invece Marco Ponti, esperto trasportista e professore al Politecnico di Milano, non vede: «La liberalizzazione delle rotte porterà a Malpensa tante compagnie e lo stesso presidente della Sea Bonomi dice che se sarà crisi lo sarà solo per un anno».

Bersani ha rilanciato la necessità di istituire un tavolo che affronti le questioni concrete per lo scalo milanese.
Il punto dei vista dei lavoratori, ovviamente molto preoccupati di quanto sta accadendo, è stato espresso da Lucia Anile, sindacalista della Filcams Cgil, soddisfatta per i fondi destinati ai lavoratori contenuti nel decreto "Milleproroghe" e da più voci, tra le quali quella di un lavoratore del catering che ha raccontato tutto il dramma chi vede allontanarsi giorno per giorno ogni prospettiva di futuro. Il sociologo Aldo Bonomi ha raccontato i diversi scenari che riguardano il mondo del lavoro, l’economia e la nuova composizione sociale del Nord.

Moratoria si, moratoria no un balletto durato oltre un’ora ma sembrava solo un punto di transito nel percorso seguito da Lerner che ha poi portato la discussione sulla vera questione politica.
L’idea di uno stato del Nord è fallita. Esistono oggi tanti nord e la Lega cerca di cavalcare nuovi simboli per recuperare quello che non è riuscita a fare fin qui. Lerner ha fatto un affondo al Carroccio.
Varese come l’Irpinia? Si è domandato ironicamente il conduttore. E ha trasmesso un video realizzato da Francesco Esposito che sbeffeggiava molti esponenti leghisti saliti ad importanti cariche istituzionali e non. Imbarazzo e difficoltà per gli esponenti del Carroccio e ci ha pensato Raffaele Cattaneo a difendere un progetto politico che vorrebbe fare della Lombardia un esperimento su scala nazionale partendo dall’esperienza bavarese. «Esiste un modo di far buona politica e che produce fatti concreti, ed è quello che abbiamo fatto in questi anni in Lombardia, tanto che viene portato ad esempio anche nel programma del Pd». L’assessore regionale non ha nascosto il fastidio di chi non riesce a capire i fenomeni e ha bisogno di fermarsi solo ai simboli espressi dalla Lega. Una trasmissione che ha cercato di far dialogare mondi diversi e che ha messo in evidenza i cambiamenti, ma anche la complessità di quanto sta vivendo quest’area del Paese.

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Pubblicato il 28 Febbraio 2008
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