“La Forestale abbandonata come un avamposto di frontiera”
Due agenti per un territorio di 37 comuni e 7 parchi. La risposta del Ministero: «Non possiamo mandare i rinforzi»
Quasi quaranta comuni e sette parchi naturali. È il territorio che devono coprire, ormai da anni, i due agenti in forza al corpo forestale dello stato. Lavoro d’ufficio, pattugliamenti, emergenze, per un’area che va dal Parco del Lura di Saronno fino al Rile Tenore Olona alle porte di Varese, con in mezzo la vastissima zona verde del Parco Pineta. In questi giorni è arrivata una lettera in comune a Tradate che conferma l’impossibilità di implementare l’organico del personale di servizio. Lettera inviata dal Ministero delle politiche agricole, firmata dal il capo del Corpo Forestale dello Stato, Cesare Patrone e indirizzata al sindaco di Tradate, Stefano Candiani, che da anni avanza richieste per ottenere il potenziamento degli uomini sul territorio. Il primo cittadino ormai definisce i due agenti «abbandonati come un avamposto di frontiera».
«L’esiguità delle dotazioni organiche e numerosi pensionamenti volontari – si legge nella lettera di Patrone – hanno generato una diffusa carenza di personale sul territorio, con la conseguenza che in più zone del paese è dato riscontrare situazioni analoghe». «Per poter valutare la possibilità di un incremento dell’organico della stazione interessata – prosegue il documento – occorrerà attendere nuove assunzioni. In ogni caso si assicura l’impegno a mantenere inalterato il contingente di personale in servizio».
«C’è proprio da farsi una risata a leggere queste poche righe – commenta il sindaco Candiani -. È evidente che chi scrive non conosce la nostra realtà: mantenere inalterato l’organico attuale? Voglio vedere come fanno a diminuirlo. Sono in due, vorrebbe dire cancellarlo. Due uomini che oggi sono oberati di lavori di ufficio con poco tempo per stare sul territorio. Dicano semplicemente la verità, che non c’è alcuna intenzione di migliorare il servizio sul territorio».
Candiani si chiede quindi perché il servizio non venga passato alla Regione «come previsto anche dalla Costituzione. Purtroppo, da quel che mi è dato conoscere, è stato lo stesso Patrone a dare parere sfavorevole al passaggio di incarichi alla Regione. Sul territorio abbiamo anche realizzato una caserma che può ospitare anche sei agenti, ma è tutto inutile se poi i rinforzi chiedono il trasferimento dopo pochi giorni».
Il primo cittadino fa riferimento all’arrivo di una terza persona in organico, avvenuto un anno fa circa. Subito dopo l’impiego venne chiesto il trasferimento per il ricongiungimento familiare. «Non è possibile andare avanti in questa situazione se si vuole difendere e valorizzare le nostre aree verdi – conclude Candiani -. Abbiamo fatto la nostra parte mettendo a disposizione una caserma nuova di zecca. Ma francamente mi sembra sia stato tutto abbandonato come un avamposto di frontiera».
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