La razza non esiste. Siamo tutti parenti differenti
La genetista Vincenza Colonna, ricercatrice dell'Università di Ferrara, è intervenuta all'incontro organizzato dall'Isis, dall'Anpi e dall'istituto storico luigi Ambrosoli nell'ambito della Giornata della Memoria
«L’uomo è più simile al krill che alla lumaca». Non è una battuta, ma l’affermazione della genetista Vincenza Colonna (foto a sinistra), dell’università di Ferrara, allieva di Guido Barbujani e indicata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano come un esempio per i ricercatori italiani. La ricercatrice è intervenuta all’incontro organizzato dall’Isis, in collaborazione con l’Anpi di Varese e l’Istituto storico "Luigi Ambrosoli", nell’ambito delle iniziative per "La giornata della memoria", per parlare del concetto di razza.
Per un giorno, dunque, gli studenti dell’Isis sono andati a lezione di genetica. Nell’Aula Magna dell’università dell’insubria hanno ascoltato con attenzione la testimonianza di Sylva Sabbadini, ex deportata nel campo di sterminio di Auschwitz, le relazioni dello storico Enzo Rosario Laforgia e di Angelo Chiesa, presidente provinciale dell’Anpi. A fare da moderatore il preside dell’Isis Giuseppe Carcano.
Laforgia (nella foto), con un eccellente lavoro multimediale, ha ripercorso le tappe culturali e politiche che hanno portato alle leggi razziali in Italia, analizzando le pagine dei giornali dell’epoca, dalla Cronaca Prealpina alla Difesa della razza, mostrando alcuni documenti inediti rinvenuti in una scuola di Cassano Magnago. «Nell’estate scorsa – ha spiegato lo storico – ho trovato un archivio scolastico intatto, caso raro, con le schede che dovevano essere compilate per identificare gli alunni ebrei. Chi compilava questi moduli erano persone come voi e come noi, gente normale che però era cresciuta in un clima culturale che sosteneva l’antisemitismo. Erano stati educati male. Non possiamo dimenticare l’esempio di Meneghello che vinse un premio scolastico per il suo tema sull’antisemitismo, quello stesso Meneghello che poi diventerà il grande scrittore che tutti conosciamo».
Sul maxischermo si sono alternate le pagine dei giornali con i titoli che incitavano alla difesa della razza dal pericolo giudaico. «L’esistenza di una legge razziale non giustifica quanto successo perché se un ordine confligge con le vostre convinzioni morali avete il dovere di disattenderlo» ha detto Laforgia rivolgendosi agli studenti.
E se Laforgia ha spazzato ogni dubbio sulle responsabilità morali e culturali dell’operazione che ha preparato la Shoah in Italia, la ricercatrice Vincenza Colonna ha demolito il mito della razza sul piano scientifico, introducendo i concetti di variabilità nelle popolazioni, umane e animali. «Le razze non esistono e le teorie che sostengono questo concetto servono solo per creare pregiudizi al servizio del potere – ha detto la ricercatrice – . Compresa quella recente di Richard J. Herrnstein che voleva dimostrare la minor intelligenza dei neri rispetto ai bianchi per giustificare alcune scelte nella politica degli investimenti nell’istruzione. Gli scienziati liberi sono un po’ come i partigiani».
Da Linneo in poi le classificazioni delle razze sono tutte discordanti tra loro e la ricercatrice, ponendo domande agli studenti, lo ha dimostrato. « Le ricerche mostrano che c’è più variabilità tra individui della stessa popolazione che non tra popolazioni diverse. Il calciatore Marcelo Zalayeta a che classificazione appartiene? Dagli inglesi potrebbe essere classificato come africano, in quanto nero di pelle. Però è uruguayano e parla spagnolo, allora per la classificazione americana è un ispanoamericano».
(foto sopra: Giuseppe Carcano, preside dell’Isis di Varese e moderatore dell’incontro)
Il concetto di razza mostra, dunque, tutta la sua debolezza ogni qualvolta si tenti di usarlo per classificare i vari tipi umani. «C’è una piccola popolazione indigena del Costa Rica che si chiama Bribri. Per questo popolo il mondo si divide in due razze: i Bribri, appunto, e il resto degli uomini, classificati come Na (leggi Gna ndr), che nella loro lingua significa merda».
L’unico punto fermo è che i nostri progenitori arrivano dall’Africa. Ma è il mondo animale a fornire le spiegazioni più interessanti in materia. «È stata analizzata la popolazione dei ghepardi – ha continuato la genetista – e si è notato che tra loro la variazione genetica è minima, questo significa che in un certo periodo si stavano estinguendo e si sono accoppiati tra loro. Nel krill, invece, si è notata una grande variabilità. Questo animaletto, di cui si cibano le balene, si muove e si accoppia moltissimo con tutti quelli che incontra nel suo cammino. Infine, si è analizzato un tipo di lumaca che vive in una valle dei Pirenei e si è visto che la variabilità era minima e che era completamente differente da quelle che abitano nella altre valli. Si muovono poco e non migrebbero mai nella valle vicina. Quindi a chi assomigliamo noi?».
«Al Krill» hanno risposto gli studenti.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
lenny54 su Chiusura dell'accesso all'A8 da Largo Flaiano, il PD Varese: "Nessun preavviso, disagi intollerabili"
ccerfoglia su Torna Glocal: tra giornalismo tradizionale, scuola digitale e intelligenza artificiale
Bustocco-71 su Chiusura dell'accesso all'A8 da Largo Flaiano, il PD Varese: "Nessun preavviso, disagi intollerabili"
GrandeFratello su Chiusura dell'accesso all'A8 da Largo Flaiano, il PD Varese: "Nessun preavviso, disagi intollerabili"
Felice su Ventidue data center intorno a Saronno? I cittadini si organizzano e incontrano un esperto
lenny54 su Dal prato di Pontida Salvini chiama la Lega a raccolta: congresso straordinario a ottobre






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.