“Nessuno tocchi Malpensa”

Il gotha della finanza e della politica nazionale a Piazza Affari per lanciare un fronte per salvare l'hub lombardo. Presente il patron di AirOne Carlo Toto. Spunta un manifesto per appoggiare la moratoria

Fronte unito per Malpensa. C’erano proprio tutti a Palazzo Mezzanotte in piazza Affari a Milano al convegno organizzato dalla Camera di Commercio meneghina: istituzioni, imprenditori, sindacati, associazioni di categoria. Tutti insieme per gridare con forza al Paese che senza Malpensa rischiano in tanti. Una sfilata di interventi, dal padrone di casa Carlo Sangalli al sindaco di Milano Letizia Moratti, dall’assessore regionale Raffaele Cattaneo al presidente provinciale Filippo Penati, da Marco Tronchetti Provera a Santo Versace e Diana Bracco fino al presidente di Sea Giuseppe Bonomi e a quello della Provincia di Varese Marco Reguzzoni, solo per citare alcuni degli imprenditori presenti: un coro unico, come lo ha definito in chiusura il governatore della Lombardia Roberto Formigoni. Una sola voce che ha chiesto al Governo di rivedere la propria posizione nella vendita di Alitalia: ne è scaturito un manifesto nel quale sono calcolati i costi del ridimensionamento di Malpensa e con il quale si chiede a Roma di introdurre una “moratoria” che differisca gli effetti del piano Alitalia sull’aeroporto varesino, che riveda gli accordi bilaterali tra Italia e una serie di Stati (25) e che ripensi il rilascio degli slot in modo da permettere l’arrivo di un nuovo vettore di riferimento. Con questo, è richiesta anche la convocazione del Tavolo Milano: «Non c’è più tempo», ha tuonato la Moratti. «Non ci fermeremo, siamo disposti a portare gli elefanti sulle piste», ha chiosato l’assessore regionale Raffaele Cattaneo.

Presente in sala il più atteso di tutti, Carlo Toto, patron di AirOne, la compagnia che chiede di essere riammessa alla gara per l’acquisizione di Alitalia: Toto ha puntato su Malpensa, definita una risorsa e non un problema, ha detto che il Governo non può perdere la compagnia di bandiera e che quindi la soluzione migliore è proprio AirOne, pronta ad investire, a migliorare la flotta con nuovi aerei e nuove rotte. Un “non passi lo straniero” gridato con forza e rivolto alle istituzioni romane, accolto da grandi applausi della platea lombarda. Toto non ha risparmiato critiche pesanti alla gestione di Alitalia, accusata (non solo dal patron di AirOne, tant’è che Paolo Galassi di Confapi ha detto quello che pensano in tanti da tempo: «Fosse una società normale, sarebbe già fallita da tempo») di non essere stata capace di sfruttare a dovere le opportunità di Malpensa: «Se Alitalia è in crisi non è certo colpa di Malpensa, ma della stessa Alitalia, noi siamo aperti all’intervento degli imprenditori interessati», ha detto. In tanti si aspettavano anche una presa di posizione da parte degli esponenti del mondo economico presenti in sala, indicati nei giorni scorsi come pronti a far parte di una cordata al fianco delle banche e della compagnia di Toto: gli interventi sono stati tanti e tutti in una direzione, ma di aprire i portafogli o delle modalità concrete di come potrà formarsi la cordata si è detto poco o nulla. Sembra che tutti aspettino il pronunciamento del Tar del Lazio sul ricorso presentato da AirOne contro la trattativa in esclusiva del Governo con AirFrance: si saprà qualcosa di più il 20 febbraio, forse.  

Ha aperto il dibattito una pioggia di dati, ripetuti e commentati da più parti. «La rinuncia all’hub costerà moltissimo in termini di competitività economica e di occupazione: il Paese intero non può permetterselo», hanno detto in molti. Tra le proposte più concrete, quella di Claudio Artusi, amministratore delegato di Fiera Milano Spa: «L’ente Fiera si candida per fare da base alla cordata di imprenditori che vorrà farsi carico del rilancio di Malpensa», ha detto. Infine i sindacati: sono intervenuti i segretari di Cgil, Cisl e Uil di Milano. Preoccupazione per i livelli occupazionali, ma anche un invito al mondo della finanza: «Forse sarebbe ora che si investisse in qualcosa di concreto e utile come Malpensa, un’infrastruttura chiave per il Paese, invece di puntare sulle note speculazioni». Nel frattempo è arrivata la data dello sciopero generale regionale: 4 ore dalle 10 alle 14 il prossimo 19 febbraio: «Vogliamo tenere alta l’attenzione sull’occupazione, aspetto principale che la campagna elettorale che monta si dimentica troppo spesso».

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Pubblicato il 07 Febbraio 2008
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