Rapina col sonnifero: croata patteggia 2 anni e 10 mesi
Davanti al gup anche due complici: un tunisino patteggia 2 anni e 10 mesi e un italiano condannato a 2 anni e 4 mesi
Li cercava disperati, bisognosi di chiacchiere e di affetto, poi li invitava a bere e metteva nel bicchiere un sedativo con gli stessi effetti del valium, il benzodiazepine. Tre rapine, ai danni di altrettanti disperati, homeless, che erano puntualmente finiti stesi a terra e ricoverati in ospedale in stato confusionale. Per questa vicenda, una donna croata di 54 anni, Natasha Vranic, ha patteggiato una pena di 2 anni e 10 mesi per rapina aggravata di fronte al giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Varese Elena Ceriotti.
Sono tre gli episodi a suo carico, mentre secondo la difesa la donna avrebbe agito perché spinta dal bisogno. Insieme alla croata, è comparso davanti al giudice anche un complice, il tunisino Ben Arar Jalel Ben Daoud (difeso dallo studio Lacchin): gli veniva contestata una sola rapina, e ha patteggiato una pena di 2 anni 10 mesi per concorso in rapina aggravata.
L’uomo, in particolare, avrebbe aiutato la croata in una occasione, nel maggio 2005, quando attirarono in un casolare abbandonato vicino alle stazioni un uomo e gli diedero una bevanda con il sonnifero, rubandogli poi 150 euro, due cellulari e le chiavi dell’auto. La donna aveva già agito in solitario nel febbraio dello stesso anno: aveva avvicinato da sola un’altra vittima, donna, con le stesse modalità.
Nell’ultimo episodio, in giugno, era rimasto coinvolto un terzo indagato, Destino Capolupo, chiamato in causa dalle dichiazioni della donna in carcere. Secondo le accuse i due avrebbero avvicinato un clochard al bar della stazione offrendogli del vino e gli avrebbero poi messo il sonnifero rubandogli dei soldi. Capolupo, difeso dall’avvocato Gianluca Franchi, ha scelto il rito abbreviato ed è stato condannato a 2 anni e 4 mesi. L’uomo si era proclamato innocente e inizialmente non era stato indicato come complice nell’indagine della squadra mobile di Varese che portò, nel luglio del 2005, alla scoperta della piccola banda che addormentava e rapinava gli homeless nella zona delle stazioni. Ma durante un interrogatorio in carcere,
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