Resti di bare nel magazzino comunale: “Uno scandalo che non esiste”
La posizione di sindaco e tecnici dopo la sortita de "Le Iene". «Costi alti di smaltimento, attendevamo altre esumazioni per farli ritirare. Seguite le procedure di stoccaggio»
«Quei reperti non erano abbandonati, ma conservati in un magazzino comunale in contenitori appositi e soprattutto non erano in un luogo accessibile se non agli addetti ai lavori». Non ci sta a passare per negligente Giuseppe Papa, il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Comerio "pizzicato" mercoledì da una troupe de "Le Iene" piombata in paese dopo la segnalazione della presenza di alcuni resti di riesumazioni stoccati in un locale accanto all’asilo nido.
«Anzitutto ribadisco una cosa: non vi erano resti umani ma solo materiale di risulta da un paio di esumazioni effettuate due mesi fa. Sassi, frammenti di legno di bara, ornamenti delle casse e via dicendo: nulla di pericoloso né di ricollegabile ai defunti. Inoltre erano raccolti negli appositi contenitori che ci fornisce la Econord: sacchi di plastica chiusi e messi in scatoloni di cartone. Se poi – puntualizza il funzionario comunale – qualcuno li ha aperti per "esigenze televisive" non lo so: di sicuro noi abbiamo seguito le normative».
Il magazzino in questione è appunto quello segnalato ieri di VareseNews, un ampio locale al piano terra (la porta di destra nella foto) situato all’interno del grande cortile di via Stazione dove hanno sede diverse istituzioni: dal Municipio alla farmacia, dalla posta alla scuola elementare. «In quel magazzino vengono solitamente i materiali utilizzati dagli operai comunali e l’accesso non è aperto agli estranei. Però in questi giorni sono in corso i lavori di ampliamento dell’asilo nido, quindi la porta è rimasta aperta per le esigenze degli operai dell’impresa incaricata. Solo per quel motivo "Le iene" hanno potuto accedervi. E comunque non c’è un collegamento diretto con il "nido"».
«Inoltre – prosegue il geometra Papa – il fatto che noi abbiamo seguito le procedure dimostra che non abbiamo nulla da nascondere. Se avessimo voluto eliminare i resti in modo irregolare l’avremmo potuto fare in tanti modi». Ma allora perché tenere quegli scatoloni (sarebbero stati quattro) stoccati per due mesi? «Solo perché devono essere smaltiti con una procedura speciale e più costosa. Semplicemente attendevamo le prossime esumazioni per far portare via i reperti in un’unica soluzione. Comunque per evitare altri problemi, stamattina li ho fatti portare via» conclude Papa, mostrandoci il documento di trasporto dell’avvenuto ritiro.
Il blitz delle "Iene" non ha certo fatto piacere al sindaco, Carlo Ponzellini. «Ritengo che l’azione del signor Gamberoni che ha favorito l’irruzione della troupe sia stata una cosa ingiusta, sleale e infamante soprattutto per i cittadini di Comerio che non meritano di essere portati in televisione per fatti che possono essere travisati. Si è voluto creare uno scandalo che non esiste in un comune ordinato, pulito e funzionale». In paese intanto si attende il servizio di Italia Uno: intanto da palazzo comunale si sta pensando a imbastire un’azione legale «se sussisteranno i presupposti. D’altra parte in quel magazzino non era lecito metterci piede».
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