Studenti Liuc, direttori per un giorno

Quattro studenti del master in direzione del personale organizzato dall'Università Cattaneo sono stati scelti per provare l'esperienza di dirigere il settore risorse umane

Un giorno ti ritrovi ad entrare in azienda “dalla porta principale”, sedere nella stanza dei bottoni, organizzare il lavoro degli altri. È ciò che è capitato a quattro studenti del Master Universitario in Direzione del Personale dell’Università Carlo Cattaneo – LIUC. ( da sinistra: Monica, Massimiliano, Valentina, Michele)

I ragazzi, giunti quasi al termine del corso, sono stati selezionati per vivere l’esperienza di “direttore del personale” in aziende importanti, straniere ed italiane, presenti sul territorio nazionale. Michele, Massimiliano, Monica e Valentina hanno condiviso, dalle 8 alle 19, le tensioni, gli impegni, le soddisfazioni e le responsabilità con cui quotidianamente convivono i direttori risorse umane di Novartis vaccines Siena,  Pizzarotti costruzioni Parma, Axa Assicurazioni Milano e Forgital Italy Vicenza ( nell’esatta corrispondenza).

«È stata una bellissima esperienza che, spero, l’ateneo continuerà a garantire anche in futuro – spiega Valentina , una laurea in psicologia del lavoro ottenuta all’Università degli Studi di Bari – ero molto serena ed interessata a conoscere a 360 gradi l’attività dirigenziale di un settore che mi affascina. Secondo me, la difficoltà maggiore di un manager sta nel sapersi organizzare l’agenda, dando diverse priorità ai molti impegni quotidiani».

 

Michele, laureato in filosofia alla Pontificia Università salesiana di Roma, valuta molto positivamente il master della Liuc, che offre una giusta alternanza tra teoria, una settimana al mese, e pratica con stage aziendali per i restanti 21 giorni: « Sto svolgendo la stage al Consiglio dei Ministri e ho scoperto che anche qui è fondamentale la conoscenza dell’inglese. Devo ammettere, però, che l’esperienza vissuta in Novartis a Siena, al di là della splendida location, mi ha permesso di conoscere un ambiente molto stimolante. Nel mio giorno da “direttore” ho avuto la possibilità di “vivere” i tanti aspetti di questo lavoro, grazie all’assistenza dei diversi tutor che mi hanno spiegato nel dettaglio ogni passaggio. Mi sono fatto l’idea che un buon direttore debba riuscire a creare un ambiente di lavoro armonico e motivante, dove tutti si sentano parte di un progetto. Le gerarchie, i controlli asfissianti fanno parte di un modello vecchio. Punto fondamentale, quindi, è la selezione».

Per Massimiliano, laurea in filosofia al San Raffaele di Milano, il campo delle risorse umane è la giusta sintesi tra una formazione umanistica e la passione per il mondo delle imprese: «Nell’azienda Pizzarrotti, che è nel campo delle costruzioni, ho seguito una trattativa sindacale per la rinegoziazione del contratto. La particolarità che mi ha colpito è che il direttore, che aveva cinquant’anni circa, era attorniato da collaboratori molto giovani, circa trent’anni, ho notato il clima disteso di grande collaborazione che si era instaurato. Ho capito che  la possibilità che tra dieci anni ci sia io, con un bagaglio di conoscenze e di esperienze che mi stanno formando, è più che reale».

Unica vera economista, con una laurea triennale in Liuc, è Monica conquistata più dalla parte dei rapporti umani che dai numeri o dal marketing: «Questo corso mi sta dando strumenti efficaci per poter trovare la via che cerco nel mondo del lavoro. È indubbiamente una presentazione valida che potrò spendere quando inizierò a bussare alle porte».

 

E sarà in quel momento, quello dei colloqui, che questo corso potrà tornare molto utile agli studenti: « Aver visto come si ragiona dalla parte dell’azienda – sono tutti concordi – ci ha permesso di capire che ciò che interessa al primo incontro è sia la nostra preparazione, fondamentale, ma anche la nostra “passione”, il livello di conoscenza di quell’azienda, la capacità di aver colto lo spirito e la cultura che li anima. Rispondere bene ma senza barare, con estrema trasparenza, perché tanto, prima o poi, atteggiamenti finti o tentativi di “depistare” verrebbero comunque fuori penalizzando il rapporto, è la migliore garanzia di far breccia».

«Il primo obiettivo è ottenere il colloquio – sintetizza Michele – impresa che si deve affrontare con la massima schiettezza, senza nascondere nulla o millantare. E poi c’è il discorso dell’inglese. Anche al consiglio dei Ministri è ormai fondamentale. Più lingue si sanno, più qualità si possono vendere….».

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Pubblicato il 08 Febbraio 2008
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