Derby vietato ai tifosi di Cantù
Lo ha deciso l'Osservatorio sulle manifestazioni sportive. Ma a questo punto, a che serve la gabbia costruita a caro prezzo a Masnago?
La giornata che si profila come la più nera del basket varesino degli ultimi 15 anni aggiunge una punta di polemica extrasportiva alla già deteriorata situazione della Cimberio. Se infatti da un lato la retrocessione in LegaDue potrebbe concretizzarsi domenica al termine del derby di Masnago con la TiSettanta Cantù (o addirittura sabato pomeriggio se la Virtus Bologna batterà la Solsonica a Rieti), la partita contro i brianzoli sarà vietata ai tifosi biancoblù.
La decisione è stata presa giovedì sera dall’Osservatorio nazionale per le manifestazioni sportive, l’organismo creato recentemente per prevenire problemi di ordine pubblico in occasione di partite a rischio.
È la prima volta che il basket subisce un provvedimento simile (anche se oltre al calcio in un’occasione venne colpita una gara di hockey su pista…) e a questo punto ci si chiede perché. È vero che lo scorso anno il match disputato a Cantù fu seguito da una sassaiola verso i pullman varesini ma è altrettanto vero che i successivi due derby si disputarono senza incidenti di rilievo.
La cosa che lascia più perplessi però è un’altra: a inizio stagione Pallacanestro e Comune hanno speso decine di migliaia di euro per adeguare il PalaWhirlpool alle disposizioni di sicurezza per gli impianti al di sopra dei 5000 posti a sedere. Sono state realizzate due gabbie per contenere i tifosi ospiti (in plexiglass all’interno, in metallo all’esterno), separato il loro ingresso con tanto di servizi igienici esclusivi, disposta un’uscita immediata per i pullman per evitare ingorghi pericolosi. Insomma tutti i provvedimenti previsti in questi casi per ridurre al minimo il rischio di scontri tra ultras. Nonostante ciò si è ritenuto di vietare una trasferta che da un lato è sacrosanta (lo diciamo contro il nostro interesse, visto che in caso di retrocessione gli sfottò non si conterebbero) e dall’altro rimpinguerebbe un poco le casse della Pallacanestro Varese, cosa che non fa mai male.
Tra l’altro non è da escludere che alcuni tifosi di Cantù possano comunque essere presenti al palasport, acquistando i biglietti in prevendita o via internet. Se tra questi ci dovessero essere gli ultras, sparsi nei diversi settori del Lino Oldrini, sarebbe ancora più problematica la gestione della sicurezza.
Infine un’ultima domanda. Perché a Varese tutto ciò accade mentre a Bologna, sede di un derby focoso, lo storico palasport di Piazza Azzarita non presenta i requisiti di sicurezza ma la Fortitudo ha sempre potuto disputare i propri incontri senza limitazioni? La domanda venne girata da VareseNews alla Questura del capoluogo emiliano dopo gli incidenti che coinvolsero i tifosi della Cimberio un mese fa. Ma di risposte non ne sono mai arrivate.
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