Ferrero: “Su Alitalia ha deciso tutto Padoa Schioppa”

Il ministro della Solidarietà Sociale attacca il collega di Governo. Stilettate anche a Lega Nord e industriali: "Malpensa dimostrazione di un sistema fallace"

«Padoa Schioppa ha deciso sempre per conto suo, il consiglio dei ministri non ha mai votato le decisioni relative ad Alitalia». È un affondo duro e senza sconti quello del ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero ai danni del suo (ex) collega Tommaso Padoa Schioppa. Ferrero è arrivato a Malpensa da Rimini per proseguire la campagna elettorale de La Sinistra L’Arcobaleno: ha incontrato i lavoratori dello scalo e prima i giornalisti, ai quali ha esposto tutta la propria perplessità per quella che, insieme al segretario provinciale Giovanni Bonometti, al candidato presidente della Provincia Gianpaolo Livetti e al capolista alla Camera Maurizio Zipponi, ha definito «il più grosso imbroglio degli ultimi decenni».  

«Siamo davanti al fallimento di un intero sistema politico ed imprenditoriale – ha spiegato Ferrero -. Coinvolti fino ai piedi sono le classi dirigenti del Nord, Lega per prima: sono fallite le politiche di liberalizzazione che in altri Paesi hanno portato profitti economici. Logiche senza senso hanno guidato le amministrazioni e i vertici della società di gestione: se ne devono andare, hanno voluto il fallimento di Alitalia e ci sono quasi riusciti, ora stanno per fare lo stesso anche con Malpensa». Parlando del futuro dello scalo della brughiera, Ferrero ha le idee chiare: «I destini di Alitalia e Malpensa devono essere svincolati – ha detto -, ci vorrebbe un po’ di tempo per creare alternative valide. L’impegno nostro deve essere orientato per fare in modo che tutti, precari inclusi, mantengano il proprio posto di lavoro. È anche vero che la proposta di AirFrance è sbilanciata, con i guadagni tutti da una parte e le sofferenza dall’altra: i nodi restano parecchi, gli esuberi in Az Servizi, il Cargo di cui non si sa nulla, l’area Fly che nei piani francesi subirà grossi tagli. È un piano da rivedere, deve esserci nuovo spazio per la trattativa: prendere tutto a scatola chiusa è un errore, una discussione seria va aperta. Non c’è mai stata, perché è sempre stato l’azionista di maggioranza, vale a dire il Tesoro e il suo numero uno Padoa Schioppa  a decidere: il consiglio dei ministri non ha mai potuto avere voce in capitolo, io e altri ministri abbiamo avanzato dubbi e ipotesi, ma non siamo mai stati presi seriamente in considerazione». 

Ferrero ha attaccato anche la classe imprenditoriale lombarda, accusata dal ministro di «fare i propri porci comodi senza mai aprire il portafogli quando sono stati chiamati in causa – ha commentato -: se tutti quelli che hanno partecipato alle varie riunioni avessero messo un euro non saremmo in queste condizioni. Per questo dico ad Emma Marcegaglia che le responsabilità sono anche degli industriali, mentre al sindaco di Milano Letizia Moratti dico che non è Sea che deve chiedere i danni ad Alitalia, ma semmai il contrario, dato che tutto il settore cresce e la compagnia a Malpensa non è stata messa nelle condizioni per operare a dovere».

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Pubblicato il 18 Marzo 2008
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