“Il nostro strambissimo Piccio” sul palcoscenico del Sociale
La pièce teatrale racconta la controversa e geniale figura del pittore montegrinese girovago che ha segnato la pittura italiana dell'ottocento. In scena a Luino
Instancabile ancor oggi nel suo girovagare, il Piccio si presenta, in palcoscenico, anche a Luino. Grazie alla Società operaia di mutuo soccorso di Luino, per l’uso della sala, e alla collaborazione del Comune di Luino della Comunità Montana Valli del Luinese e del settimanale "L’eco del Varesotto" l’Associazione Culturale "Amici di Giovanni Carnovali detto il Piccio" di Montegrinoporterà in scena "Il nostro strambissimo Piccio" al Teatro Sociale di Luino martedì 22 aprile alle 21.
Lo spettacolo, che ha già riscosso un lusinghiero successo nelle precedenti rappresentazioni, offre la possibilità di conoscere aneddoti, citazioni letterarie, apprezzamenti e dispute sulla vita e l’opera di un personaggio geniale e controverso, che ha comunque lasciato un segno indelebile nella pittura italiana dell’Ottocento. Il racconto presentato da quattro donne, figure emblematiche della vita del Piccio, ci fa rivivere l’emozione della sua nascita in quel di Montegrino, attraverso la voce della madre (Patrizia Rigamonti), il trasferimento ad Albino nella dimora della Contessa Spini (Anita Mandelli) sua mecenate e prima artefice della sua fortuna pittorica e ci accompagna poi alla scoperta delle sue passioni che rivivono nel dolce volto di Margherita Marini (Enrica Ghirlanda) e nella più matura sensualità di Maria Malibran (Alessia Bianchi), sino al coro tragico e solenne che rievoca la sua morte.
Costumi e musiche d’epoca ricreano l’atmosfera ottocentesca, mescolando momenti di lirismo romantico a rievocazioni storiche di moti rivoluzionari, racconti di amori sognati a dialoghi fra popolane e contesse, tutte alla ricerca della vera identità del nostro artista. E il Piccio, interpretato da Massimo Barberi, protagonista assoluto della pièce, sorprenderà tutti per la sua estrosa capacità di essere in ogni momento geniale nella vita, come lo fu nell’arte.
Un testo ricercato e preciso nei suoi riferimenti storici, scritto da Alessia Bianchi con la consulenza storica di Carolina De Vittori, sostenuto dalla regia di Silvia Sartorio, ormai consolidata dalle precedenti rappresentazioni, che offrirà a tutti uno spettacolo di sicuro interesse e di forti emozioni. Al termine della serata, saranno estratti fra gli spettatori presenti in sala un catalogo della Mostra di Cremona e un catalogo della Mostra di Varese. Ingresso libero.
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