Via libera definitivo alla ex Fornace
Turbolenta seduta di consiglio comunale con attacchi al progetto dal centrosisnitra e da Margutti (Fi) che denunciano “una forzatura della legge per permettere di non coinvolgere la Regione”. Il sindaco: “Tutto regolare”
Via libera definitivo del consiglio comunale al grande progetto di recupero della ex Fornace. L’ultima variante al progetto, ritirata durante il consiglio comunale del novembre 2007 per accertamenti, è stata ripresentata e approvata, non senza “pesanti” discussioni. Dure le critiche di tutta l’opposizione, Gruppo Ulivo per Tradate e Carlo Uslenghi di Una città per tutti; ma anche di parte della maggioranza, tanto che il consigliere di Forza Italia, Gianluigi Margutti, ex vicesindaco nella precedente amministrazione Candiani, ha votato contro al grande progetto.
Il fulcro della polemica è uno solo: il centro Fornace è o non è un centro commerciale? E di conseguenza deve o deve essere approvato da una conferenza regionale dei servizi? Secondo l’amministrazione comunale, che nell’assise municipale di venerdì 18 aprile, ha presentato anche dei pareri legali a riguardo, non c’è alcun bisogno di andare in Regione per avere un’approvazione. Secondo il resto della minoranza, con il consigliere Margutti, invece, sarebbe assolutamente necessario.
Diverse le motivazioni degli oppositori. L’ex vicesindaco, che ha parlato per primo, ha riportato una serie di considerazioni e numeri su alcune realtà che hanno chiesto l’autorizzazione regionale: “L’Auchan di Rescaldina ha 16 mila metri quadri non alimentari, il Leroy Merlen ne ha 9, l’Iper di Solbiate ne ha 6, e il nostro centro la Fornace ne prevede quasi 18 mila, diventando il secondo della provincia dopo Iper Varese. Come facciamo a non chiamarla grande distribuzione? Con quale coraggio non chiediamo una conferenza dei servizi che affronti il progetto dal punto di vista viabilistico e socio-economico? Siamo di fronte a una forzatura della legge che permette di far rientrare il progetto in quelli che non necessitino della richiesta, ma è molto rischioso”. Subito dopo l’intervento, il resto dei consiglieri di Forza Italia, guidati da Rosario Tramontata, si sono dissociati dall’intervento.
Il problema riguarda soprattutto la legge secondo cui i centri commerciali sopra i 2.500 metri quadri debbano passare da una conferenza dei servizi in Regione. L’arcano è svelato con parole chiare da Luigi Luce (Ulivo): “Secondo la legge nel calcolo dei 2.500 metri quadri non rientrano quegli esercizi che si affacciano su una strada o una piazza pubblica. Ed ecco che La Fornace, nel progetto, è attraversata da una strada pubblica. Trovata la legge, fatto l’inganno, come si suol dire. In questa maniera non si superno i 2.500 metri quadri. Ma rimane il fatto della realtà dei numeri espressi dal consigliere Margutti: in quel centro ci saranno 18 mila metri quadri di commerciale non alimentare, senza che la Regione sia stata coinvolta”.
Diverse critiche sono state avanzate anche dal consigliere di opposizione della lista civica Una città per tutti che ha espresso diversi dubbi anche su una sanatoria di abuso edilizio nel cantiere della ex Fornace: “Una sanatoria che potrebbe non essere regolare e che noi oggi andremmo ad approvare quando invece il fabbricato doveva essere abbattuto”.
Diversi gli interventi, ma la risposta ai consiglieri di opposizione e al “ribelle” Margutti, arriva direttamente dal sindaco Stefano Candiani: “Sugli abusi edilizi commessi è stato tutto risolto regolarmente, senza problemi. Per quanto riguarda il resto delle critiche, i pareri legali che ci sono giunti non fanno altro che confermare la correttezza di tutta l’operazione. E se proprio si vuole gridare alla responsabilità dei consiglieri chiamati a votare stasera paventando delle irregolarità non dimostrate, vi ricordo che invece abbiamo anche delle grosse responsabilità: se neghiamo una concessione legittima, chi paga i danni? Sono assolutamente sicuro di essere nel giusto, il percorso adottato è corretto e legittimo. La chiarezza è contenuta negli atti protocollati”.
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