Donare il latte materno, un aiuto per tanti neonati
Attivate le procedure per allestire la "banca" anche al Del Ponte di Varese. La precedenza sarà per i bambini prematuri
Un gesto di solidarietà che può fare la differenza per tanti neonati. È la banca del latte umano che fra qualche mese sarà attiva anche nel reparto di Neonatologia all’Ospedale del Ponte. Il funzionamento è simile a quello della donazione di sangue, ma qui le volontarie donano il proprio latte materno che viene conservato in banche e donato ai neonati che ne hanno bisogno. In Lombardia è storico il servizio offerto dal Presidio Ospedaliero Macedonio Melloni, ma da maggio anche altre due strutture si sono attivando. L’ospedale varesino coordinerà infatti la sua attività con la neonatologia del Policlinico Mangiagalli di Milano. La costituzione delle due banche è stata promossa e finanziata dalla Regione Lombardia che ha stanziato 850.000 euro .
«Non è semplice allestire un’attività di queste tipo – spiega Massimo Agosti, primario del reparto di neonatologia del Del Ponte -. Servono gli spazi, ma soprattutto il personale per gestirla. Oggi ci sono già pronti tre locali da cento metri quadrati, ma abbiamo appena attivato le procedure per allestire la banca e coordinarci con la clinica Mangiagalli». In effetti Varese ha già una piccola banca, ma il progetto è di creare qualcosa di più sistematico e grande. Il tutto sarà probabilmente pronto fra qualche mese. «La precedenza va ai bambini più deboli e fragili – continua Agosti -. Per i bambini prematuri il latte umano è una medicina. Partendo da subito con una terapia tramite il cibo cerchiamo di attutire i potenziali rischi. In futuro poi non è vietato pensare che potranno accedere alla banca anche le mamme che hanno portato a termine la gravidanza, ma non hanno latte». Ma come si diventa donatrici? «Tutto avviene su base volontaria. La novità delle due strutture lombarde è che verrà applicata una procedura molto rigida e stretta per garatire un latte sicuro ed eliminare rischi». Inizialmente la banca di Varese si rivolgerà all’utenza della provincia – anche perchè il Del Ponte è l’unico centro di terapia intensiva neonatale del territorio – e una volta avviata l’attività non è escluso un ampliamento.
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