Rizzi: “La Munskjo sorda alle nostre richieste”
Il sindaco besozzese deluso dall'atteggiamento della proprietà della cartiera: "Ho scritto loro anche in veste di senatore, ma la risposta è stata il silenzio"
La notizia della chiusura definitiva della cartiera di Besozzo si è diffusa velocemente ed è inevitabilmente arrivata alle orecchie di Fabio Rizzi, neo senatore e sindaco leghista del paese: «Io come ormai è noto non volo, ma questa sarebbe stata una delle occasioni straordinarie per farlo e andare di persona in Svezia –
commenta amaro Rizzi -. Purtroppo credo che ormai sia tutto inutile. Era nell’aria da tempo, ho incontrato prima i lavoratori lo scorso venerdì e scritto sabato alla direzione locale e generale della Munskjo, compresa la finanziaria proprietaria dell’azienda, sia come sindaco che come senatore. La risposta è stato il silenzio completo, un atteggiamento reiterato che evidenzia una mancanza di rispetto assoluta e scarsa serietà». I 180 lavoratori rimarranno a casa e Besozzo perderà un pezzo della propria storia. Soluzioni alternative per i dipendenti della cartiera che non avranno più un posto di lavoro all’orizzonte non ce ne sono: «Il territorio di Besozzo senza dubbio non ha la capacità per assorbire questi operai – spiega Rizzi -. La cartiera da sempre è la più grande industria del paese, per il resto ci sono aziende che si occupano prevalentemente di terziario. Ora sono disperati, ma sapranno trovare una soluzione sfruttando anche gli ammortizzatori sociali che garantiscono loro un minimo di “sicurezza”. Amareggia la situazione nella sua globalità, ma soprattutto il fatto che benché le istituzioni abbiano teso la mano, la risposta da parte dell’azienda non c’è stata: hanno alzato un muro di gomma invalicabile». Il futuro è fosco, anche se l’ipotesi di un tentativo in extremis c’è: «Parlando con i lavoratori è nata l’idea di proporre una soluzione che eviti la dismissione definitiva – chiosa Rizzi -. È complicato, ma cercheremo di muoverci in questa direzione, per tentare di convincere la proprietà ad accettare un altro incontro e sondare il terreno per un passaggio di proprietà. Per ora non ci sono aperture in questo senso, io sono al fianco dei lavoratori e rimango a disposizione per ogni cosa, anche se purtroppo questa volta il manico del coltello è nelle mani di altri».
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