Dopo la pioggia si contano i danni

L'assessore ai lavori pubblici: "Di fronte a precipitazioni improvvise come quelle di sabato c'è poco da fare, ma stiamo lavorando per risolvere le criticità"

Piove a catinelle, e in mezza Busto intere vie restano sott’acqua. Sabato si è ripetuto un copione che già nell’estate del 2006 aveva portato, in quell’occasione in modo più grave, allagamenti e disagi assortiti. E il fatto che mentre scriviamo stia piovendo e tuonando di nuovo non lascia troppo tranquilli. Anche sabato, dunque, allagati i sottopassi della linea ferroviaria Rho-Gallarate di via Tasso e via XX Settembre; ma danni si sono registrati anche in via Grado – tombini saltati come tappi di champagne e auto infossate – via Magenta, via Lualdi, via Roma, via Monti e l’adiacente via Gaeta trasformate in piscine da fare invidia alla Manara (absit iniuria verbis, direbbe il sindaco Farioli), anche il centro multiraccolta di Sacconago non se l’è passata benissimo, pare. Chi aveva posto il problema per tempo c’è: Alessandro Berteotti del PD, che nell’ultma seduta di consiglio comunale aveva presentato un’interrogazione rivolta all’assessore ai Lavori Pubblici Girola per sapere se si fosse provveduto a pulire le tubature fognarie destinate ad evacuare l’acqua in eccesso in caso di piogge violente, soprattutto nei due citati sottopassi dall’allagamento facile. Berteotti proponeva (e propone a maggior ragione adesso) di studiare la possibilità di installare due bocchettoni di idrovore nei sottopassi, possibilmente attivabili in automatico quando si vericanogli allagamenti, che convoglino le acque in una rete di smaltimento che localmente ne avrebbe già ora la capacità. All’interrogazione Girola aveva risposto che i lavori di pulizia erano stati eseguiti, e che in ogni caso le precipitazioni violente di tipo semitropicale, oggi più comuni che in passato, che determinano vere e proprie alluvioni-lampo, fanno ormai parte del cambiamento globale del clima, piaccia o no. Può essere di un qualche interesse notare che ad oggi, a Busto dal 1° gennaio sono già caduti 695 millimetri d’acqua: quasi il doppio del solito.

Due anni or sono era anche emerso un problema "a valle" che condizionava la possibilità di smaltire le acque di Busto Arsizio in caso di nubifragi: un breve tratto di tubatura in via Canale, alla periferia sud-ovest della città, laddove sottopassava la linea ferroviaria Saronno-Novara delle Nord aveva una sezione di soli 50 cm contro i 120 usuali, facendo da tappo. «Nel frattempo abbiamo provveduto a sistemare quello e altri problemi» spiega un Girola già tempestato da cittadini, consiglieri comunali e stampa dopo la "lavata" di sabato, «le manutenzioni si stanno facendo». «State montando un caso su cose che non ci sono» l’accusa dell’assessore alla stampa (e non solo). «Non abbiamo riscontrato "disastri". Con tutta l’acqua che è caduta in pochi minuti, dopo mezz’ora tutti gli allagamenti erano stati assorbiti: è un progresso rispetto a qualche tempo fa. Del resto, qui per 15-20 anni non si è curata la manutenzione delle fognature, forse perchè politicamente è una cosa che non dà lustro». Girola non specifica a che periodo si riferisca, ma è lo stesso discorso già udito dal predecessore Fantinati. «Poi una volta il Comune aveva i suoi operai che si occupavano delle fogne, oggi bisogna dare tutto in appalti a ditte esterne (magnifiche sorti e progressive del mercato, ndr). A me il lustro non interessa: abbiamo già appaltato 400mila euro per la pulizia delle fognature, oltre a tutti gli interventi in questo senso già compiuti, e prossimamente ne assegneremo uno da 800mila euro per la separazione delle acque bianche da quelle nere (scarichi igienici), con convogliamento delle acque bianche in appositi pozzi di dispersione. Poi, ripeto, di fronte a eventi naturali come quello di sabato, con una quantità d’acqua caduta in poco tempo che sto facendo valutare tramitele rilevazioni meteorologiche, c’è poco da fare. Il territorio comunale è ricoperto di cemento e asfalto, l’acqua non viene assorbita dal terreno e deve finire nei tubi». Si spera che IL PGT in preprazione provveda a liberare qualche fazzoletto di terra in più, invece che ad ulteriori espansioni edilizie: ma è una pia speanza.

E visto che si parla di intasamenti, il solito polemico Audio Porfidio, "intasatore" per ecclelenza del consiglio comunale, non manca di intervenire a modo suo: «Siamo alle solite. Ne parlavamo già due anni fa, e rieccoci da capo. Dopo il nubifragio del 2006 si era scoperto che i collettori di piazza Manzoni e via Lualdi risultavano fatti in mattoni e "tiravano" con una capacità ridotta del 30% per la presenza di ingombri vari… Chiederò se tutti gli interventi necessari siano stati svolti a dovere. Voglio andare a fondo in questa vicenda, prima che ad andare a fondo di nuovo siano i bustocchi».

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Pubblicato il 09 Giugno 2008
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