Operazione antidroga dei Carabinieri, otto arresti
In manette sei fratelli appartenenti a due distinte famiglie, e due fiancheggiatori. Gli arresti a Busto e Gallarate, in cazioe una cinquantina di militari
E’ stata smantellata con otto arresti ad opera dei Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile una attiva rete di spaccio tra Busto Arsizio e Gallarate.
Cocaina e hashish le sostanze smerciate dagli spacciatori, tutti marocchini fra i 23 e i 33 anni. Si tratta di due famiglie, una di Busto Arsizio (zona via San Carlo, Sacconago) l’altra di Gallarate (zona Arnate); in entrambe sono stati arrestati tre fratelli. Fra questi il più anziano, E.K., 33 anni, aveva a suo carico un recente arresto da parte della Polizia a seguito di controlli e una nutrita lista di precedenti per droga, furto e ricettazione che risalivano fino al 2000. Quanto agli altri due arrestati, uno a Busto e uno a Gallarate, non imparentati, davano man forte alle due famiglie.
Sugli spacciatori i sospetti si erano già concentrati dal gennaio scorso quando è iniziata un’intensa attività di indagine coordinata dal sostituto procuratore Roberto Pirro della Procura di Busto Arsizio, con l’ausilio della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga per quanto attiene al supporto logistico-operativo e di analisi delle informazioni, e che si è avvalsa anche di intercettazioni dell’intenso traffico telefonico con cui gli spacciatori si mantenevano in contatto fra loro e con la clientela, oltre che dell’assunzione di testimonianze e dell’individuazione fotografica delle attività di spaccio e dei relativi autori. Gli approfondimenti tecnici hanno permesso di ricostruire un "giro" assai vivace. L’attività di spaccio sarebbe stata condotta almeno dallo scorso autunno e fino a ieri: si possono valutare sulle 250 e più le dosi delle varie sostanze che venivano smerciate nel breve arco di un paio di settimane, e questo lascia presagire la grandezza del giro di spaccio effettuato tra i giardini pubblici e la zona della stazione Fs a Gallarate, in piazza Noè a Sacconago oppure, durante il giorno, nei boschi della zona.
Accettate le richieste di custodia cautelare dal gip Maria Greca Zoncu, in questi giorni sono scattate le manette (l’operazione è informalmente denominata "Domino-La Retata") al termine di indagini condotte con puntiglio e che hanno visto la più piena collaborazione tra forze dell’ordine (in questo caso Carabinieri) e magistratura, sottolineata con soddisfazione da entrambe le parti. Gli arresti hanno visto la fattiva collaboraizone anche dei Vigili del Fuoco nella fase dell’irruzione e delle perquisizioni, che si sono estese dai domicili degli indagati ad altri immobili. Sono state perquisite 10 abitazioni tra Busto e Gallarate: rinvenuti ben 10 mila euro in contanti nascosti nelle varie abitazioni, sono state sequestrate anche alcune sim card e telefoni cellulari. Della droga è rimasta traccia solo negli involucri da un chilo di hashish, ormai vuoti, e in un sacchetto di sostanza da taglio. Parte dei soldi, circa 6000 euro, sono stati trovati in una stanza da bagno di una delle abitazioni perquisite, ficcati alla rinfusa in un secchiello per il "mocio".
Oltre alla droga, vi è anche un altro filone investigativo. Alcuni degli arrestati non erano in regola con la legge sull’immigrazione, altri sì: ma è da approfondire anche il fatto che alcuni degli arrestati avevano formali contratti di lavoro con dittte della zona cui in realtà non corrispondevano prestazioni lavorative. Si trattava infatti di nullafacenti – a meno di non considerare lo spaccio un lavoro. Sarà da chiarire quindi se questi contratti non siano stati stipulati solo per favorire, dietro pagamento, la concessione dei permessi di soggiorno.
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