Laureati, il mercato premia le facoltà scientifiche

E’ quanto emerge da uno studio della Camera di Commercio di Milano. Tre neo-dottori su quattro assunti dalle imprese. Insubria più Liuc valgono il 4,6 per cento dei laureati lombardi

Il mercato del lavoro in Lombardia è vivace e recettivo: la domanda di laureati supera infatti l’offerta. Sono i laureati delle facoltà scientifiche ed ingegneristiche i più richiesti dal mercato del lavoro lombardo, per ogni 10 domande di ingegneri elettronici e statistici ci sono solo 3 laureati disponibili. Sono questi alcuni dei dati che emergono dalla ricerca “L’incontro domanda-offerta di laureati in Lombardia, 2006-2007” presentata oggi da Formaper, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Milano.

Buone prospettive anche per chimica farmaceutica, per economia e per l’area insegnamento e formazione (rapporto offerta di laureati e domanda dal mercato del lavoro: 0,5). Più critico il quadro per i laureati in discipline politico-sociali, con un’offerta di 5,5 a 1 rispetto alla domanda, per i geologi, con un’offerta di quasi 3 a 1, per i laureati in giurisprudenza e per gli architetti, che sono circa il doppio rispetto alla domanda. Nel complesso, sono quasi 46 mila i laureati delle Università lombarde (ultimo dato disponibile: 2006), di cui 33 mila quelli che entrano direttamente sul mercato del lavoro. Il 23,7% ha seguito indirizzi economico-giuridici, il 23,8% lauree in ingegneria e ad indirizzo scientifico, il 20,3% lauree letterario-umanistiche, l’11,8% lauree ad indirizzo politico-sociale, il 7,8% lauree in area medica e sempre il 7,8% quella in architettura. Le donne rappresentano la maggioranza (55,2%), soprattutto nelle aree umanistiche, di cura e negli indirizzi di insegnamento mentre la presenza femminile è molto bassa nelle aree tecniche e matematiche (ingegneria inferiore al 30%, matematica inferiore al 20%). Come numero di nuovi laureati, Milano è prima in Lombardia, con il 76% del totale laureati nella regione, ma oltre la metà proviene da fuori provincia e uno su cinque da fuori regione. Seguono Pavia (9% dei laureati lombardi), Brescia (4,8%) e Bergamo (4,7%). Varese, con Insubria (che comprende anche Como) vale il 4,6 per cento dei laureati lombardi.

La domanda espressa dal mercato del lavoro è stimata di 41.000 laureati, di cui il 35% da inserire con contratto a tempo indeterminato (oltre 14.000) mentre il 30,6% è relativa a forme di collaborazione autonoma. I tre quarti circa della domanda provengono dalle imprese (superando il 90% per laureati in ingegneria, economia, statistica  e chimica farmaceutica), il 24,7% dalla Pubblica Amministrazione ed il 2,1% dal Terzo Settore non imprenditoriale (Fondazioni, Enti, Enti morali, Associazioni e ONG). Particolarmente dinamico il mercato del lavoro milanese: su 12.406 laureati che hanno completato gli studi nel 2006 a Milano, i due terzi (8.234) sono stati avviati al lavoro nella provincia entro il 2007. Per quanto riguarda le forme contrattuali utilizzate negli avviamenti,  il 17,3% dei neolaureati milanesi ha avuto un contratto a tempo indeterminato, l’8,1% è diventato imprenditore, il 76,6%  è stato avviato con contratti temporanei, soprattutto a tempo determinato (29,6%). Il lavoro a tempo indeterminato e i contratti formativi sono utilizzati per le lauree più richieste e difficili da sostituire, quali le lauree ingegneristiche, scientifiche, statistiche e economiche. Le donne sono la maggioranza non solo tra i laureati ma anche tra gli avviati al lavoro a Milano: 7.326 donne contro 6.066 uomini (54,7% del totale), anche se nei loro confronti vengono più frequentemente applicate forme contrattuali deboli.

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Pubblicato il 11 Luglio 2008
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