Expo, ma chi comanda? Il caos nella stanza dei bottoni

Il braccio di ferro sulle gestione dell’Expo 2015 continua, dopo il primo decreto del governo giudicato inapplicabile

Il braccio di ferro (o pasticcio) sulle gestione dell’Expo 2015 continua e si allarga. Il governo è sul punto di fare un decreto-bis per disegnare il comitato che dovrà gestire l’evento, dopo che un primo decreto è stato giudicato un “mostro giuridico” da Provincia e Regione. Perplessità raccolte dallo stesso Governo, che pure lo aveva promulgato. Il guai è questo: la gestione è affidata  a un comitato (Cipem). Poi, c’è un amministratore unico, il  quale gestirà i megafinanziamenti pubblici.  Ma il Cipem pare abbia anche compiti di cda. Dunque:  i ministri presenti nel Comitato (14, più di mezzo governo) sono responsabili patrimonialmente delle scelte dell’ amministratore unico. Impossibile.

Letizia Moratti pare sia andata su tutte le furie. Ci sono in ballo i 50 miliardi dell’Expo e il suo percorso fino al 2015. Un bel dividendo politico.  La poltrona di commissario faceva gola sia al sindaco Letizia Moratti, sia al presidente della regione Roberto Formigoni. Il Governo li ha soprapassati, ma l’attribuzione dei poteri, così com’è, è confusa. Un vertice ieri doveva trovare un accordo. Ora, Milano è in attesa.  Il presidente della Provincia Filippo Penati dice che sarebbe “grave e incomprensibile” rinviare tutto a settembre”.

Nelle ultime ore, però, è successo di tutto. Si parla di una sorta di braccio di ferro con un altro lombardo, il valtellinese Giulio Tremonti; della serie, il governo mette i soldi, dunque è il Tesoro che deve avere voce in capitolo.  Penati ha anche scritto a Napolitano. Secondo alcuni, i tempi stringono,  soprattutto per i molti cantieri infrastrutturali. . A questa situazione di vero e proprio litigio politico, sia aggiungono ogni giorni le voce della società civile lombarda e milenese. Oggi, Legambiente auspica che la gestione sia a Milano, così come avvenuto per le olimpiadi a Torino. In casa Pd, tra gli altri, il consigliere Giusepe Adamoli, critica il “federalismo all’incontrario” di Berlusconi, che avrebbe detto, secondo la stampa,  “adesso ci metto le mani io”. E Bossi? Pare stia con la Moratti e gli enti locali. Roberto Formigoni, nelle ultime ore ha invece dichiarato che è appena giunta una bozza di accordo dal Governo e che stasera stessa la studierà: «Non è vero che la proposta lombarda è stata respinta. La proposta avanzata ieri è sul tavolo ed è stata molto apprezzata. Ora si tratta solo di comporre il quadro, il governo è alla ricerca della soluzione migliore».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 agosto 2008
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