Cancelli chiusi e proteste
Prima dell'inizio della cerimonia tanti disguidi ai varchi d'entrata. In molti se ne sono andati. Dopo le 21 la situazione è migliorata. Bene il deflusso
Il grande spettacolo offerto al Cycling Stadium dopo le 21 è andato di traverso a parecchie persone che si sono trovate accalcate davanti ai cancelli chiusi delle Bettole dopo le 19,30.
Un caos che si è solo in parte sbloccato dopo l’inizio della cerimonia quando molti spettatori sono comunque stati fatti entrare all’interno del grande impianto sportivo. Prima però la situazione non è stata gestita come ci si aspettava: se è vero che la capienza dell’ippodromo è limitata, per quanto grande che sia, è altrettanto doveroso segnalare come da parte dell’organizzazione sia mancata una corretta comunicazione.
Nessuno, per esempio, aveva spiegato (neppure a noi giornalisti) che prima della manifestazione sarebbero stati distribuiti i biglietti gratuiti per la serata, cosa che è invece stata fatta con coloro che sono arrivati al Cycling Stadium in anticipo. Così chi è arrivato poco dopo si è sentito rispondere che senza invito né biglietto sarebbe più potuto entrare, anzi, pure con il tagliando qualcuno è stato respinto.
A peggiorare la situazione anche il fatto che da fuori il recinto gli esclusi potevano vedere larghe fette della tribuna “rossa” (quella adiacente al ristorante panoramico) rimaste a lungo vuote in attesa degli invitati eccellenti non ancora giunti alle Bettole.
Molti se ne sono andati, perplessi e più spesso arrabbiati neri. Chi è rimasto è stato premiato, visto che intorno alle 21,15 i cancelli sono stati riaperti ma ormai per tanti la frittata era fatta e le scuse (apprezzabili) lette al microfono dal direttore generale Gabriele Sola a molti non sono arrivate.
Peccato, perché lo show ha ripagato chi aveva atteso a lungo. Per gli altri neppure la consolazione dell’annunciata diretta su RaiSportPiù, dove è stata trasmessa una partita di pallone.
Decisamente migliore è stato invece il deflusso, per il quale sono state lette in tempo le direttive al microfono. Il traffico c’è stato, ma anche le navette e la pazienza di chi era in attesa o stava camminando verso le macchine o pedalando verso casa.
Speriamo che quest’ultima immagine – organizzazione e tranquillità – sia la medesima che vedremo da qui in avanti per l’intera settimana.
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