Centraliniste licenziate dall’ospedale protestano su YouTube

Dopo sei anni di lavoro interinale, l'azienda ospedaliera non ha rinnovato il contratto con la ditta interinale a causa del decreto Brunetta. E le lavoratrici si "mettono in vendita" in rete

Sei anni da precarie: centraliniste all’ospedale di Legnano.
Oggi, si ritrovano senza lavoro, al loro posto subentrerà, probabilmente, un call center esterno. Alle undici interinali senza lavoro è rimasta solo la via della protesta on line, un video affidato a "You tube" perchè faccia emergere la loro condizione di vittime del "decreto Brunetta": « Ci mettiamo all’asta in cambio di un posto di lavoro».  

A dar voce alla loro rabbia è Ornella Cameran, rappresentante del sindacato di base dell’ospedale (RdB Cub) nonchè collega delle centraliniste: « Da sei anni lavoravamo in quest’azienda ospedaliera come interinali. Eravamo precarie e lo sapevamo ma quando, tre anni fa, il contratto è stato rinnovato abbiamo sperato nelle voci che parlavano di stabilizzazione. Fino all’ultimo ci abbiamo creduto. Poi, la scorsa settimana, il direttore amministrativo dell’azienda ci ha detto che si doveva interrompere il rapporto a causa del "decreto Brunetta"».

Le undici centraliniste, che per sei anni hanno preso le prenotazioni di visite specialistiche dell’azienda Milano 1 che conta su un bacino di utenza di un milione di persone, sapevano che il 31 agosto sarebbe scaduto anche il secondo contratto, ma erano fiduciose che quella mole di lavoro, così importante, non poteva rimanere scoperta: « Ci avevano ventilato la possibilità che la scadenza del contratto slittasse di sei o sette mesi perchè non si sapeva ancora come organizzare il call center. Sei mesi non è tanto ma era sempre uno spiraglio…».

Il decreto Brunetta vieta la possibilità di avere un rapporto di lavoro precario per oltre tre anni in cinque anni consecutivi: lproprio la situazione delle undici centraliniste legnanesi: « Abbiamo chiesto quale futuro veniva riservato al nostro servizio ma ci hanno risposto che era un problema della direzione – ha aggiunto Ornella Cameran – Sappiamo che oggi si sono arrangiati alla bell’e meglio ma pensiamo che questo servizio confluirà quanto prima in quello regionale che ha affidato ad un call center siciliano le telefonate di alcune aziende sanitarie lombarde».

«Innanzitutto voglio precisare che l’azienda non ha licenziato nessuno e non ha intenzione di farlo in futuro – chiarisce il direttore generale Carla Dotti – Noi avevamo un rapporto con un’azienda interinale ma non l’abbiamo più potuto rinnovare perchè sarebbe stato un atto illegittimo: il quadro normativo parla chiaro. Attualmente, il call center viene gestito dai nostri dipendenti dello sportello prenotazione perchè stiamo riorganizzando tutto il servizio: le prime visite e quelle più "semplici" saranno gestite dal call center regionale, quelle più delicate, però, rimarranno in capo all’azienda. Nel corso di questa rivisitazione potremmo ancora aver bisogno di personale esterno. L’intera questione, comunque, verrà definita entro fine anno. Ribadisco, comunque, che non ci sono stati licenziamenti nè, tanto meno, disguidi nelle prenotazioni».

Alle undici centraliniste rimane la solidarietà del sindacato e una colletta per far fronte ai tanti problemi quotidiani. La loro protesta, però, affidata alla rete è già arrivata sul circuito massmediatico: «Non avevamo altra scelta. You tube è uno spazio libero che ti permette di dar voce alla protesta. Chiaramente, la nostra è una provocazione: nessuno ha intenzione di venedere nulla. Siamo tutte mamme e abbiamo bisogno solo di serietà…»

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Pubblicato il 01 Settembre 2008
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