In piazza per dire no all’abuso di alcool
Sabato 20 settembre si svolge la quarta edizione dell'Alcol Prevention Day
L’Alcol Prevention Day è arrivato alla sua quarta replica. L’edizione 2008 è stata organizzata in una data non casuale, sabato 20 settembre, ovvero due giorni prima dell’inizio dei Mondiali di ciclismo 2008. Una coincidenza di grande valore per poter godere di una platea ancor più allargata, unita ad una maggiore visibilità sia a livello locale che nazionale ed internazionale.
L’organizzazione della giornata – a cura della Cooperativa lotta contro l’emarginazione – è inziata questa mattina presto, come ci spiega Antonella Zambelli, Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi). «Da ogi fino al 24 settembre ci saranno in Via Volta delle auto compattate, come se fossero state distrutte in un incidente e una Fiat Panda incidentata. L’obiettivo è quello di far capire quali
possono essere le conseguenze di un incidente, causato magari da una persona che ha bevuto troppo». In piazza Marsala ci sarà poi un autobus in cui verranno allestite delle postazioni per fare gratuitamente il test alcoolico. In serata il bus verrà spostato in piazza Montegrappa, centro della vita notturna, dove resterà fino alle 2 di notte. Pronti a dare il loro contributo anche dei giovani writers che realizzeranno dei murales incentrati sulla tematica "faresti questo da sobrio?". Gli organizzatori hanno inoltre girato per i locali varesini a lasciare materiale didattico e alcolmetri, in attesa del 23 settembre quando scatterà il progetto per esporre nei locali delle tabelle che indicano i vari sintomi legati ai diversi tassi di alcol.
Infine, evento clou della giornata, sarà il concorso per eleggere il miglior cocktail analcolico. Una giuria girerà 17 bar che hanno aderito spontanemante all’iniziativa e farà una prima selezione. Alle 19 ci sarà una seconda fase e verrà eletto il vincitore.
Insieme ad Ascom, anche Confesercenti sostiene l’Alcol prevention day. «Per noi è importantissimo partecipare a questa giornata – spiega Mauro D’Errico -. Abbiamo sempre spalleggiato l’idea che serve fare "educazione al bere". Il bere deve essere un piacere, ma è necessario capire che gli eccessi possono far male non solo a se stessi, ma anche agli altri».
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