La Varese che pedala chiede più spazio
Folto pubblico per l’incontro promosso da Ciclocittà: “Piste ciclabili collegate con centro e mezzi pubblici su cui far viaggiare anche le bici”
I “fenomeni” mondiali della bicicletta arriveranno a Varese, staranno in città una settimana e poi andranno via. Ma che succederà ai tanti amanti “normali” delle due ruote che qui ci vivono e vogliono continuare a girare la città sul sellino? Una domanda cui è difficile dare risposta, ma che ha catturato l’attenzione di oltre 100 persone che nella serata di ieri, 18 settembre, si sono date appuntamento all’ex liceo musicale di Varese, nell’incontro “Varese si muove”. A moderare gli interventi Beppe Ferrari di Fiab Ciclocittà e il Comitato sicurezza ciclopedonale. Le proposte uscite dal pubblico sono state diverse: dalla necessità di collegare la pista ciclabile attorno ala lago con un sistema di trasporti pubblici che consenta di imbarcare anche le bici (anche per scongiurare la salita), a migliorare lo stato delle piste ciclopedonali esistenti. Esempi sono viale Aguggiari e Belforte, come spiegato da Mauro Sagato e Adriano Albinati, del comitato sicurezza ciclopedonale che ha raccolto diverse firme tra gli abitanti della zona Aguggiari con l’obiettivo di preservare la segnaletica orizzontale e in pratica lam pista stessa.
Un altro tema è stato il collegamento tra le piste ciclopedonali e i “luoghi” della città, come, molto semplicemente, per Belforte e il centro.
Il tema della serata si è intrecciato con la domanda di fondo: cosa farà l’amministrazione comunale per favorire l’uso delle bici? Che linea seguirà Palazzo Estense? Una boccata d’ossigeno per Varese sono state le biciclette elettriche vale a dire a “pedalata assistita”, finanziate per 20 mila euro dal comune e l’esperimento di bike sharig. Due iniziative gradite ai varesini che però trovano un ostacolo: cosa fare delle bici se non ci sono spazi ed esse riservati? Alberto Minazzi di Legambiente ha insistito su questo tema nel suo intervento: negli ultimi anni, ad un incremento di auto la politica ha fatto corrispondere un investimento in asfalto, vale a dire in strade. L’obiettivo più salubre per i cittadini, sia in termini di pulizia dell’aria, sia per la salute che deriva dal moto, potrebbe stare proprio qui: muoversi in bici, magari arrivando in città sui mezzi per poi attraversarla sulle due ruote. Una nuova cultura, insomma, che anche a Varese, con la debita attenzione delle istituzioni, potrebbe fiorire. Un tema a parte, riguardo l’oggetto della serata, ma certamente connesso con la mobilità, è bene ricordarlo, è stato quello delle bariere architettoniche e della fruibilità della città da parte dei disabili. La testimonianza di una giovane volontaria ha spiegato come «oggi molte persone disabili, a Varese, non escono di casa perchè non sanno come muoversi dal momento che oltre alle auto parcheggiate in maniera selvaggia sono presenti luoghi praticamente inaccessibili per chi è costretto a girare su di una carrozzina».
La serata si inserisce nelle iniziative rientranti nella settimana europea della mobilità sostenibile 2008: un insieme di eventi sostenuti dalla Fiab dal 16 al 22 settembre per migliorare il traffico e l’ambiente urbano.
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