Imprenditore ucciso, arrestata la donna
Movente sentimentale: la compagna di Macchi, accusata dell'omicidio, ha scritto tutto in una lettera trovata dai carabineri
E’ stata rrestata Johanna Malgorzata, la donna di 59 anni che ora è formalmente accusata d aver ucciso l’imprenditore Alessandro Macchi. I carabinieri hanno ascoltato la madre dell’imprenditore, Angela Vanerio, e il fratello minore, Fausto.
Il movente sentimentale sarebbe confermato da una lettera lasciata dalla donna nella quale accuserebbe il compagno, e padre del figlio 20enne, di averle preferito altre donne.
In azienda, intanto, è il giorno del dolore. .
Il padre dell’industriale plastico Luigi Macchi, 82 anni, è stato questa mattina in azienda, ma alle 9 lo hanno riportato a casa, nella villetta attigua alla fabbrica. Respirava con affanno, gli hanno dato un sedativo. “Che cosa ho sbagliato, non mi sembra vero” ha ripetuto agli operai che lo hanno incontrato. Il giorno dopo il delitto di Rapallo – è stato assassinato Alessandro Macchi il figlio del fondatore – il mondo che ruota intorno a questa famiglia di industriali che si sono fatti da sé, è sconvolto.
Alessandro, per operai e impiegati, era così: decisionista e preparato sul lavoro, riservatissimo sulla vita privata. Aveva avuto un figlio da giovane da quella compagna polacca più grande di lui, una relazione che aveva tenuto un po’ separata dalla vita della famiglia d’origine. L’imprenditore viveva a Venegono, nella villa accanto all’azienda, e lavorava tutti i giorni fino alle 9 di sera; andava due volte alla settimana trovare il figlio, a Milano, quando non era in viaggio per affari. Questo dicono i collaboratori. Che ricordano con commozione l’affetto che aveva per quel figlio 20enne, di cui però in tanti, fino a quattro anni fa, non sapevano nulla.
Tragedia personale, duro colpo per la ditta: l’impresa stava tenendo il mercato con determinazione, e non aveva risentito fino a questo momento della congiuntura internazionale. Anzi, “in un momento difficile aveva deciso di rilanciare e costruire un secondo capannone industriale” spiega ad esempio Michele Ingegnoli, responsble del marketing.
Un cugino del padre, Mario Castiglioni, ci mostra l’ufficio dove ogni giorno lavorava Alessandro Macchi: “Aveva preso in mano l’azienda – racconta – era esperto di economia, aveva contatti con i mercati”. Nel suo ufficio regna l’ordine: “Sabato è stato qui fino alle 13 e 30 poi è andato a Rapallo” spiega il cugino. Nei capannoni un operaio ci mostra gli impianti per fare la plastica, alti fino
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