Tetto della Procura in eternit: «Non è la nostra priorità»

L'assessore bustocco agli affari legali Mario Crespi ricorda che non c'è nessun pericolo per la salute perchè la copertura non è danneggiata. Prioritario riportare gli ufficiali giudiziari nel palazzo vecchio

La visita del ministro della giustizia Angelino Alfano per inaugurare il nuovo tribunale (già attivo da un anno) di Busto Arsizio ha lasciato dietro di se una serie di problemi sul tappeto, per ora irrisolti. A partire da quello che indica il vecchio palazzo di giustizia, oggi dedicato completamente alla Procura, come edificio fuori norma a causa del tetto in eternit (materiale contenente amianto). Per l’assessore agli affari legali Mario Crespi il rifacimento del tetto non è una priorità grazie ad un evento più unico che raro: «non lo è in seguito ad un controllo effettuato un anno fa con una ditta specializzata, insieme al sostituto procuratore Roberto Pirro – ha dichiarato Crespi – l’eternit presente sul tetto non è pericoloso per la salute di nessuno».

Il miracoloso evento (per stessa ammissione della ditta specializzata) deriverebbe dal fatto che la copertura non mostra segni di cedimento e, quindi, non crea dispersione di amianto: «Questo ha rasserenato gli animi di molti – ha detto ancora Crespi – tanto più dopo che abbiamo visto i preventivi per lo smantellamento, dalle cifre choccanti». Quale sarebbe allora la priorità attuale per l’amministrazione? «Riportare nel vecchio palazzo di giustizia gli ufficiali giudiziari che al momento stanno in un edificio privato con un conseguente costo derivante dal canone di locazione».

Il procuratore capo di Busto Arsizio Francesco Dettori resta comunque preoccupato per la situazione della struttura, come ha dichiarato a Varesenews, nonostante abbia elogiato il rapido intervento per risistemare il primo e il secondo piano Dettori chiede che anche gli altri problemi vengano risolti, compreso il tetto in eternit. Dal canto loro l’amministrazione e l’assessore Crespi stanno combattendo una battaglia dall’esito per niente scontato con il Ministero della Giustizia per ottenere da Roma il pagamento di un affitto mensile per l’utilizzo dei due edifici che, va ricordato, «sono di proprietà del Comune di Busto Arsizio e in uso al Ministero – ha ricordato Crespi – per questo stiamo facendo pressing, e lo abbiamo ricordato anche al ministro Alfano, per ottenere questo corrispettivo di fondamentale importanza per affrontare i problemi di manutenzione delle strutture. Insieme a Procura e Tribunale stiamo producendo materiale che presenteremo in via Arenula e se sarà necessario lo porteremo al ministro di persona».

 

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Pubblicato il 20 Novembre 2008
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