Dopo la rapina, Sacconago chiede più polizia per strada
I commercianti chiedono pattuglie ben visibili delle forze dell'ordine, anche se l'ultimo fatto di cronaca appare isolato
Sacconago ancora agli onori delle cronache, questa volta per una rapina a mano armata, vittima giovedì sera il proprietario di una ditta che ha una frequentata profumeria-centro estetico in largo Pozzi, aggredito da professionisti del crimine, armati, presso la sua abitazione in via San Carlo e "ripulito" di 20.000 euro in contanti, gli incassi e le tredicesime dei dipendenti. I commercianti della frazione non si scompongono più di tanto – alcuni ancora non sapevano dell’accaduto – ma in coro chiedono sicurezza, sicurezza e ancora sicurezza. Prima di tutto la visibilità delle forze dell’ordine: basterebbe un’auto in piazza Noè in apertura o meglio ancora chiusura dei negozi e tutti si sentirebbero più tranquilli. Non è come dirlo, purtroppo, e il poliziotto di quartiere come presenza stabile qui deve ancora vedersi, per ora è la telecamera a vigilare sulla piazza centrale di Sacconago – è grazie al suo occhio elettronico che l’incendiario dell’auto del sindaco è stato incastrato.
Girando fra cartolerie, farmacie, tabaccherie la notizia della rapina suscita sorpresa, oppure un’alzata di spalle appena accennata. La rassegnazione a udire notizie brutte quanto isolate c’è. Non c’è quella a non veder passare che raramente le pattuglie delle forze dell’ordine: quasi tutti ribadiscono al cronista la stessa richiesta. «È accaduto anche a noi di essere rapinati in anni passati, l’arma era giocattolo ma lo spavento è stato grande lo stesso» riferiscono chiedendo l’anonimato due esercenti di una ricevitoria. «Qui non passa mai la polizia, non c’è un presidio di forze dell’ordine per Sacconago». L’abbandono che più d’un sinaghino denuncia, che fa male ad una frazione che fu Comune fino al 1927, ha una sua identità e non vuol rassegnarsi ad essere semplice suburbio dal centro lasciato al degrado urbanistico e dal panorama sociale rivoluzionato dall’immigrazione dal Maghreb. Attenzione: Sacconago non è nè il Bronx nè una casbah, nonostante le parole in libertà, anche se qualche volta le notizie la riportano sgradevolmente all’attenzione. A detta di tutti sono fatti isolati, e si spera che lo rimangano.
«Per carità, sono assicurato» premette Davide Bugli, edicolante in via Padre Reginaldo Giuliani, «e in un anno e mezzo non mi è successo niente… Anche mia zia in nove nani è stata fortunata. Certo il centro del rione è un po’ così» dice, «e da qui non si vedono passare molte auto delle forze dell’ordine, poi capisco che siano prese altrove, per carità…» Fatti due passi, nella farmacia Agesp, tra un cliente e l’altro Maria Teresa Calloni ci conferma che qualche anno fa qui una rapina c’è stata – lei fortunatamente non c’era. «C’è poco da portar via qui» mette le mani avanti, «i soldi vengono ritirati ogni giorno dall’azienda. Il clima per noi tutto sommato non è particolarmente preoccupante, e non possiamo del resto barricarci dentro e far suonare il campanello, come per il turno di notte».
In piazza Noè in tabaccheria un minimo di trepidazione c’è – una delle titolari è imparentata con il rapinato, pur accogliendo la cosa con il sospiro di chi ne ha già viste e sentite così. Si fanno le pulci ai quotidiani, noi inclusi: l’aggressione non è avvenuta al civico 2, un vicinissimo cortile dietro l’angolo, ma in fondo alla via San Carlo, a mezzo chilometro, davanti alla villa dell’imprenditore che rincasava. Un tipo di delinquenza professionale, mirato, meno "immediato" e indeterminato della minaccia quotidiana, a volte indeterminata e vaga che molti di questi negozianti avvertono. Minaccia che a volte però diventa personalissima: sia in tabaccheria che nella vicina cartoleria, per quanto ancora impauriti, raccontano degli ultimi exploit di Rashid, il trentenne marocchino che per un paio di settimane ha letteralmente imperversato nella zona della piazza, finendo più volte anche su queste pagine prima che ci si risolvesse a tenerlo in cella. Tutt’altro tipo di problema, sentito "a caldo", ma è proprio quello che più sta a cuore a chi vive a negozio aperto. La fredda delinquenza di chi pianifica lucidamente, pedina, studia le abitudini, e colpisce rischiando anni e anni di carcere per poche migliaia di euro, appare già lontana.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
PaoloFilterfree su Carburanti, finiscono le risorse per lo sconto: proroga del gasolio fino a mercoledì
principe.rosso su Danni, frane ed esondazioni: Regione Lombardia chiede lo stato di emergenza nazionale per il maltempo
Felice su Carburanti, finiscono le risorse per lo sconto: proroga del gasolio fino a mercoledì
magicg su Quanti aerei atterrano e decollano da Malpensa? Il rumore sulle nostre teste sta diventando un problema
lenny54 su "Moschea" di via Giusti Varese, Galparoli attacca e parla di regalo politico, Palazzo Estense replica: "È lì da 30anni"
Fabrizio Tamborini su Più verde e meno cemento contro il calore: il nuovo PGT prepara Varese alle sfide del clima






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.