Italiani ed Ebrei, in mostra luci e ombre della Seconda Guerra Mondiale
E' stata presentata oggi la mostra ospitata dal liceo Crespi e curata da Andrea Jarach che racconta il calvario del popolo ebraico, anche in Italia, e l'amicizia tra i due Paesi oggi più salda che mai
Il Liceo Crespi ha inaugurato oggi giovedì 11 dicembre, alla presenza della preside Cristina Boracchi, del curatore Andrea Jarach (nella foto primo a sinistra), del sindaco Gigi Farioli e del fondatore dell’associazione Italia-Israele Rossano Belloni, la mostra dedicata al rapporto tra ebrei e italiani durante e dopo la seconda Guerra Mondiale. Una ventina di pannelli, esposti nell’aula magna fino al 19 dicembre, partono dal manifesto della razza degli scienziati italiani del 1938 e arrivano alla proclamazione dello Stato d’Israele.
L’obiettivo della mostra è ricordare cosa fu in Italia la persecuzione contro gli ebrei e anche cosa fu la solidarietà di molti che nascosero, aiutarono a fuggire in Svizzera, coprirono gli ebrei durante il conflitto con focus interessanti sul ruolo della provincia di Varese soprattutto sul confine italo-svizzero e a Tradate dove, addirittura, fu fondato un kibbutz che accoglieva gli ebrei che tornavano dai campi di sterminio o dai vari esili. Spazio è stato dato anche ai giusti Giorgio Perlasca e Calogero Marrone.
La mostra è stata presentata dallo stesso Andrea Jarach, autore di numerosi documentari sulla Shoah e molto conosciuto a livello internazionale per il suo impegno nel ricordo. «Ho voluto raccontare in modo spartano tutte le fasi di quel terribile momento storico – ha detto Jarach davanti add una platea di studenti – i pannelli sono semplici ma raccontano della grande e della piccola storia e chiariscono anche cosa è successo fino al ’48, subito dopo la vittoria della guerra d’indipendenza contro i sette eserciti che attaccarono Israele, in seguito alla decisione dell’Onu di istituire lo Stato d’Israele in Palestina».
Il sindaco Farioli, ex-studente del Crespi, ha chiarito il concetto che sta dietro alla frase "historia magistra vitae" (storia maestra di vita) precisando «a volte non basta sapere cosa è successo nel passato perchè certe cose non accadano più, serve anche la comprensione dei fatti e l’elaborazione della lezione della storia». Il sindaco ha, poi, ringraziato Jarach e Belloni per l’importante lavoro svolto in questa occasione e per la capacità di ravvivare in modo sempre stimolante l’amicizia tra Italia e Israele. La preside ha raccomandato la visita agli studenti e anche agli esterni grazie all’apertura pomeridiana (fino alle 16,30) dell’aula magna dove la mostra è ospitata.
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