Nuovi orari, soliti viaggi

La cronaca di un lettore che racconta la sua giornata di viaggio sulla linea Gallarate-Milano

Gentile direttore,
a completamento di quanto riportato dai vari articoli sui nuovi orari ferroviari, vorrei descrivere ciò che è capitato lunedì sulla linea Gallarate-Milano, della quale sono un utente pluridecennale.
Al mattino, arrivando in stazione alle 7.45, ho trovato la situazione seguente:
– il treno delle 7.52 proveniente da Varese aveva un ritardo di 20 minuti (in pratica, non era neanche partito)
– il treno delle 7.58 proveniente da Domodossola aveva un ritardo di 5 minuti
– il treno delle 8.05 proveniente da Luino aveva un ritardo di 30 minuti
Il primo convoglio giunto a Gallarate è stato quello delle 7.58, che era già pieno (nonostante le carrozze a due piani); su di esso sono saliti tutti i passeggeri che di solito si distribuiscono sui tre treni diretti previsti a quell’ora. Di conseguenza, abbiamo viaggiato tutti in piedi; per fortuna, siamo arrivati a Milano alle 8.45, con solo 10 minuti di ritardo sull’orario previsto.
Ma il meglio si è verificato la sera. Arrivando a Porta Garibaldi alle 18.30, ho trovato che i treni diretti delle 18.30 (per Porto Ceresio) e delle 18.35 (per Domodossola) avevano ritardi di 10 minuti e, comunque, non erano ancora pronti ai binari; invece c’era un treno locale per Varese alle 18.34, in sostituzione del passante previsto per la stessa ora. Sono salito proprio su questo, che effettivamente è partito per primo. Però, lungo il percorso ha proceduto a passo d’uomo, fermandosi inoltre cinque minuti prima della stazione di Certosa ed altri dieci minuti in quella di Rho. Alla fine è arrivato a Gallarate alle 19.49, invece che alle 19.21 come previsto, impiegando così ben 75 minuti per un percorso di 40 chilometri; però abbiamo avuto la "soddisfazione" di restare davanti ai due treni diretti di cui sopra, in base a chissà quale logica di Trenitalia. Il colmo della beffa, però, è stato l’annuncio dato alla stazione di Busto Arsizio: “Il treno terminera’ la sua corsa alla stazione di Gallarate”. Le lascio immaginare i commenti e le reazione dei viaggiatori diretti a Cavaria, Albizzate ed oltre…
Ieri sera (martedi’ 16) si è ripresentata la stessa situazione, ma stavolta sul treno delle 18.35: un viaggio interminabile a passo d’uomo, che (almeno per me) si è concluso a Gallarate alle 19.50, con oltre mezz’ora di ritardo rispetto all’ora prevista di arrivo.
Affido a lei ed ai lettori la libertà di commentare questa situazione; per quanto mi riguarda preferisco evitare, perchè rischierei una denuncia per ingiuria e diffamazione nei confronti del personale di Trenitalia…
Ringraziandola per l’attenzione

Nicola La Palombara

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Pubblicato il 17 Dicembre 2008
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