“Via Pola non è un albergo e le regole vanno rispettate”

Il blocco del riscaldamento nel centro per rifugiati provocato da un corto circuito derivato dall'utilizzo non autorizzato di alcune stufe elettriche. I tecnici del Comune chiariscono

«Ci sono delle regole da rispettare, bisogna essere ragionevoli e non fare esagerazioni». I tecnici del Comune di Varese e il direttore del centro di accoglienza di via Pola spiegano che cosa è successo negli scorsi giorni e provano a smorzare i toni. Sembra che il corto circuito che ha provocato il blocco del riscaldamento sia stato provocato dall’uso non autorizzato di alcune stufette elettriche introdotte nella struttura: «Il danno si è verificato lo scorso sabato 24 gennaio verso le 19.30. Subito abbiamo chiamato l’idraulico che ha verificato che il problema non era di sua competenza e poi abbiamo avvisato l’elettricista. La caldaia è nuova, cambiata una settimana fa. Se si fossero rispettate le regole non sarebbe successo nulla di tutto ciò», spiega Umberto Calandro, direttore del centro gestito dalla cooperativa Querce di Mamre.  

La cooperativa gestisce oltre alla struttura di via Pola anche lo sportello rifugiati a Malpensa, per conto della Caritas Ambrosiana; il Centro Famiglie di Caronno Pertusella, servizio comunale appartenente alla rete del Sistema Nazionale di Protezione per richiedenti asilo e rifugiati, gestito per conto della Caritas che è convenzionata con il comune di Caronno, che ospita 5 nuclei familiari, per un totale di 23 persone; la rete appartamenti progetto "Solidarietà e diritto" di Sesto Calende, anch’esso appartenente al Sistema nazionale di Protezione e composto da due appartamenti di seconda accoglienza per nuclei familiari di richiedenti asilo e rifugiati; la rete di appartamenti rifugiati di Varese, che conta oggi 13 appartamenti sparsi nel territorio provinciale, che ospitano, in seconda accoglienza, nuclei familiari e uomini adulti; dal 1 marzo 2004 è attiva una convenzione con la Prefettura di Varese per la gestione di posti-letto di pronta accoglienza per richiedenti asilo. 

Non è solo il freddo degli ultimi giorni al centro delle lamentele degli stranieri ospiti della casa di via Pola: dal cibo passando per la distanza dal Centro Eda dove fanno lezione di italiano fino alla mancanza dei documenti e ai pochi soldi a disposizione. Tutti aspetti che secondo il dirigente del Comune Francesco Spatola sono spiegabili: «Capisco che la situazione possa essere "effervescente" – spiega -. Si tratta di persone che scappano da Paesi in condizioni difficili, con alle spalle vicende di guerra o mancato rispetto dei diritti politici: essere costretti a rispettare un regolamento rigido può non essere facile, ma tant’è, non si tratta di un albergo, ma di un luogo di prima accoglienza. Abbiamo rivisto i menù per adattarli alle esigenze degli ospiti, farsi 40 minuti a piedi per andare a scuola non è certo un dramma e per quanto riguarda i documenti ci sono delle leggi che spiegano bene la situazione: non viene mai consegnata la carta d’identità, quando viene accettata la richiesta di asilo politico è sufficiente il certificato rilasciato per chiedere ed eventualmente ottenere un lavoro. Per quanto riguarda la diaria, non possiamo fare nulla di più: ci sono i finanziamenti nazionali e le regole sono nazionali. La disciplina deve essere rispettata, non sono ammesse deroghe». Per questo ci saranno sanzioni per chi non ha rispettato il regolamento interno (anche questo nazionale, stabilito nel programma di protezione Sprar): «Se io passo col rosso so che posso incorrere in sanzioni – spiega con toni accesi Mario Zambelli, addetto del Comune per i rapporti con la struttura di via Pola -. Chi ha rispettato le fasi del programma e ha accettato le regole si è messo a posto ed è pienamente inserito. Facciamo molta fatica a tenere aperta questa struttura, non capisco certe polemiche, che mi sembrano pretestuose e infondate. Non fossero qui sarebbero per strada: non chiedo riconoscenza, ma almeno rispetto delle regole». Possibile che qualcuno tra  gli stranieri che hanno usato le stufe elettriche nelle camere possa essere espulso dal centro di via Pola.

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Pubblicato il 26 Gennaio 2009
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