Caso Battisti, il PD bustese per l’estradizione

Erica D'Adda propone una mozione d'indirizzo "bipartisan". "Decisione inaccettabile, il Brasile non si permetta di darci lezioni di democrazia"

Una mozione d’indirizzo per aggiungere il Comune di Busto Arsizio si associ a quanti premono sul governo Berlusconi perchè si faccia estradare dal Brasile il terrorista Cesare Battisti. A proporla è il Partito Democratico tramite il segretario cittadino e consigliere comunale Erica D’Adda, invitando sindaco e Giunta "ad intraprendere ogni azione di sostegno, supporto, stimolo nei confronti del Governo nazionale affinché vengano intraprese tutte le azioni possibili per la revisione della decisione del Governo Brasiliano. A schierarsi apertamente con le vittime di ogni atto terroristico, spesso vittime due volte: della follia criminale prima, della scarsa considerazione generale dopo".

La mozione premette i fatti per cui Battisti è stato riconosciuto colpevole e condannato a due ergastoli. Si tratta di quattro omicidi compiuti nel 1978-1979 quando militava nella formazione terroristica dei Proletari armati per il Comunismo. Quello di Antonio Santoro, maresciallo della Polizia penitenziaria, di Lino Sabbadin, macellaio, di Pierluigi Torregiani, gioielliere, il cui figlio restò paralizzato per il colpo saparato dla apdre nelle’stremo tentativo di difesa; di Andrea Campagna, agente della DIGOS. Del primo e dell’ultimo delitto, si legge nella mozione, Battisti fu l’esecutore materiale, nel secondo fece da "palo", del terzo fu tra gli organizzatori.

Si ricapitola poi la vicenda dell’uomo Battisti, evaso nel 1981 dopo nemmeno due anni di carcere e riparato prima in Messico, poi in Francia. Dal paese transalpino Battisti è fuggito in Brasile nel 2004, quando la magistratura francese ha emesso una sentenza di consenso alla sua estradizione. Le autorità brasiliane lo hanno poi arrestato a Copacabana il 18 marzo 2007, a seguito di indagini congiunte italo-francesi. L’Italia ha chiesto l’estradizione, ottenendo un primo assenso del Procuratore Generale brasiliano de Souza e del Comitato Nazionale per i rifugiati brasiliano, "ma il 27 gennaio" ricorda D’Adda "lo stesso Antonio Fernando de Souza, ha inviato un parere al Tribunale supremo federale in cui chiede l’archiviazione del processo di estradizione di Cesare Battisti. Lo riferiscono i media brasiliani. Il procuratore fa riferimento alla legge 9474 del 1997, che regola i principi per la concessione dell’asilo politico. A suo avviso, questa norma prevede chiaramente che il riconoscimento dello status di rifugiato politico impedisce il proseguimento di qualsiasi richiesta di estradizione. Souza poi sottolinea che il Tribunale supremo ha di recente ribadito la costituzionalità di quella legge e affermato chiaramente che la decisione di concedere l’asilo è di competenza politica e dipende dal potere esecutivo". Il Ministro della Giustizia del Governo Federale del Brasile Tarso Genro ha deciso di concedere lo status di rifugiato politico a Cesare Battisti per “fondati timori di persecuzioni e per ipotetici vizi del processo di condanna in contumacia”; decisione confermata dal Presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva.

"La decisione del Governo brasiliano è inaccettabile" sostiene D’Adda "perché tutela un cittadino italiano che si è macchiato di crimini gravissimi ed è ritenuta fortemente offensiva per le motivazioni addotte, che etichettano l’Italia come un paese non democratico, privo di regole di diritto: è come se in Italia vi fosse un regime egemonico ed estraneo ai diritti fondamentali dell’uomo; è doveroso che l’Italia non ceda di fronte al provvedimento del Governo Brasiliano, che sembra darci lezioni di democrazia, e intraprenda ogni azione possibile affinché tale decisione venga rivista e Cesare Battisti estradato".

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Pubblicato il 06 Febbraio 2009
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