Il Baff prepara l’omaggio al regista Florestano Vancini
Dal 28 marzo al 4 aprile l'edizione 2009 del Festival del Cinema, con Pupi Avati presidente di giuria
A meno di due mesi dall’inaugurazione, prevista il 28 marzo prossimo, il quadro del B.A. Film Festival comincia a prendere forma. Pressoché ultimata la scelta dei film che verranno proiettati al mattino per gli studenti (Made in Italy – Scuole), si stanno ancora visionando le pellicole inedite che entreranno a fare parte della rosa dei candidati per il concorso Made in Italy – Anteprime, la cui giuria sarà presieduta da Pupi Avati. Il regista bolognese non sarà l’unico ad essere omaggiato dal Festival; una retrospettiva verrà infatti dedicata a Florestano Vancini, scomparso lo scorso settembre.
Nato a Ferrara nel 1926, Vancini inizia come giornalista e passa dietro la macchina da presa nei primi anni cinquanta, realizzando decine di documentari. Esordisce sul grande schermo nel 1960 con La lunga notte del ’43, tratto da una “Storia Ferrarese” di Giorgio Bassani, che ottiene il premio come miglior opera prima alla Mostra di Venezia. Alla sceneggiatura collaborano anche Pier Paolo Pasolini e Ennio De Concini. Nel corso del decennio dirige La banda Casaroli (1962), La calda vita (1964), Le stagioni del nostro amore (1966) e I lunghi giorni della vendetta (1967), una sorta di western all’italiana. Nel 1971 firma Bronte, cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato (1971), ispirato a un episodio dimenticato dell’impresa garibaldina in Sicilia e successivamente La violenza: quinto potere (1972), Il delitto Matteotti (1973), Amore amaro (1974), Un dramma borghese (1979), La baraonda (1980), La neve nel bicchiere (1984). Dopo la metà degli anni ’80 Vancini si dedica con successo alla regia televisiva, realizzando nel 1986 La piovra 2 con Michele Placido e nel 1993 lo sceneggiato Piazza di Spagna. L’unico film in cui appare come attore è Cadaveri eccellenti di Francesco Rosi.
Oltre a Bronte, interpretato da Ivo Garrani e sceneggiato, tra gli altri, da Leonardo Sciascia, al Baff si potranno vedere La lunga notte del ’43 e il drammatico La calda vita, con Catherine Spaak, Gabriele Ferzetti e Jacques Perrin. E chissà che l’attrice riesca a passare al festival per raccontare la sua esperienza su questo set.
Fin dagli esordi, Vancini si è dimostrato uno dei più importanti interpreti del cinema italiano di ricerca storica e testimonianza civile; prendendo spunto dalla sua produzione il Baff dedicherà un incontro/dibattito al tema Cinema e storia.
In via di definizione anche i palinsesti della sezione Videoarte, curata da Alessandro Solbiati e Michele Tadini, e delle Giornate del cinema di animazione, a cura di Manuela Rosignoli.
Ulteriori informazioni a venire sul sito http://www.bafilmfestival.it
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