Le celebrazioni per la Giornata del Ricordo
In programma martedì 10 febbraio le iniziative per comemorare le vittime delle foibe e dell’esodo dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati
Come stabilito dalla legge 32 del 30 marzo 2004, il 10 febbraio ricorre il Giorno del Ricordo della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe e dell’esodo dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati. L’Amministrazione Comunale celebra questa giornata con una serie di iniziative organizzate in collaborazione con il Comitato Provinciale dell’A.N.V.G.D. (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia).
Alle ore 10.30 è in programma la deposizione di una composizione di fiori davanti alla statua di S. Biagio in via Giuliani e Dalmati, nel rione Borsano, che a suo tempo accolse un folto gruppo di sfollati giuliani e dalmati, e nella cui comunità è ancora viva la memoria della tragedia subita.
Alle 20.30 al Teatro Sociale, dopo il saluto del sindaco Gigi Farioli e di Sissy Corsi, presidente del comitato di Varese dell’A.N.V.G.D, Alessandro Cuk presenterà il film “La città dolente” nella versione restaurata da Cineteca Nazionale, Istituto Luce e Cineteca del Friuli.
Commenti e un brindisi di saluto chiuderanno la serata.
Scheda del film:
Alessandro Cuk, esule di Fiume, Consigliere Nazionale e Presidente Consulta Veneta A.N.V.G.D., è giornalista e critico cinematografico; collabora da oltre 25 anni a numerosi giornali e riviste, molte specializzate di cinema, occupandosi in maniera specifica di temi riguardanti il mondo dello spettacolo e la Venezia-Giulia e Dalmazia. Varie le pubblicazioni realizzate: “Totò, cugino di Pulcinella, nipote di Arlecchino” (1997); “Da Berlinguer all’oscar – il cinema di Roberto Benigni” (1999); “L’esodo giuliano – dalmata nel Veneto” (con Tullio Vallery 2001); “Giuseppe Berto, uno scrittore al cinema” (2005); “Il giorno del Ricordo” (con Tullio Vallery 2005). Nel 2007 il libro “Il cinema di frontiera – il confine orientale”, del quale saranno a disposizione alcune copie nell’occasione della presentazione del film “La città dolente”.
La città dolente (1949)
Regia: Mario Bonnard; soggetto: M. Bonnard; Sceneggiatura: Anton Giulio Majano, Aldo De Benedetti, Federico Fellini, M. Bonnard; fotografia: Tonino Delli Colli; musica: Giulio Bonnard; montaggio: Giulia Fontana; interpreti: Luigi Tosi, Barbara Costanova, Gianni Rizzo, Elio Steiner, Gustavo Serena, Raimondo Van Riel; origine: Italia; produzione: Istria Film, Scalera Film; durata: 106:
Alla fine della seconda guerra mondiale Pola e tutta l’Istria vengono assegnate alla Jugoslavia. La maggior parte della cittadinanza italiana lascia la città per trasferirsi in territorio italiano senza cedere alle lusinghe degli jugoslavi che invitano invece a rimanere. Cade nella trappola Berto, un operaio, pensando di ricevere così dei benefici. Ma ben presto si rende conto dell’errore.
«Certo, facendone una valutazione a posteriori, sembra incredibile che una tragedia italiana come l’Esodo dalla Venezia Giulia sia stata trattata quasi in tempo reale in questo film del 1948 e poi non sia più stata rappresentata, abbandonata completamente dal mondo del cinema. Questo dimostra che La città dolente è stato un film per certi versi “eroico” anche se ha pagato subito questo coraggio con una pellicola uscita in ritardo, mal distribuita e quindi vista pochissimo» (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia).
«Scritto dal regista con Anton Giulio Majano, Aldo De Benedetti e F. Fellini, il dramma appartiene a un gruppo di film patriottici, che nel dopoguerra toccarono temi scabrosi e difficili sui quali calarono le censure di parte e le rimozioni politiche della sinistra» (Morando Morandini).
Mario Bonnard nasce a Roma nel 1889. Ha alternato la carriera di regista con quella d’attore divenendo famoso per il personaggio del dandy affascinante e misterioso. Debutta nella regia nel 1916, riscuotendo subito un buon successo con film spesso tratti da opere letterarie. Continua l’attività anche nel dopoguerra realizzando film di genere diverso dimostrandosi sempre un capace professionista.
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