T-Red, “a Busto nessun sequestro – e non ve ne saranno”
L'onda dell'indagine sulle macchinette per "stangare" chi passa col rosso risparmia la città: l'assessore Fazio rassicura ma c'è già qualche ricorso. Berteotti (PD) ricorda di aver previsto da tempo i possibili problemi
C’è un apparecchiatura poco amata dagli automobilisti, ma in sè utile, che vive momenti di sgradita celebrità. Si tratta del T-Red, l’apparato per la rilevazione dei passaggi col rosso ai semafori. Elemento a tutela della sicurezza e dell’incolumità pubblica, vista la gravità degli incidenti da "rosso bruciato" nelle città. Ma nelle ultime settimane è esplosa puntuale la polemica, quando la magistratura ha avviato in varie parti d’Italia indagini su queste apparecchiature di rilevazione automatica, contestando una serie di irregolarità tutte da approfondire e verificare. Con conseguenti sequestri anche nella nostra provincia, e una certa apprensione nei Comuni.
A livello locale c’è chi "piange" e chi non ride: fra i primi il Comune di Magnago (MI), che si è visto mettere sotto sequestro dai Carabinieri un impianto peraltro non più funzionante dalla fine del 2008, dall’altro lato Busto Arsizio i cui otto T-Red (in Via per Cassano – via Piermarini ; corso Sempione – via Genova; corso Italia – via Rossini; via Togliatti – via Vespri Siciliani; viale Duca D’Aosta – via XX Settembre; viale Alfieri – via Milazzo; via Magenta – via Toniolo; viale Boccaccio – via Cardinal Simone) sono tuttora regolarmente in funzione – l’azienda pugliese che li ha forniti non è di quelle su cui sono in corso accertamenti.
A fornire rassicurazioni è il nuovo assessore alla sicurezza Walter Fazio. «Gli otto T-Red in funzione in città non solo non hanno subito sequestri, ma neppure ne subiranno, ho avuto conferma anche dal comandante della Polizia Locale» dichiara. Con le indagini in corso che coinvolgono, al di là dei casi specifici, le apparecchiature e il loro uso in generale, c’è però il rischio che molti automobilisti presentino ricorsi. «Sì, qualcuno ce n’è stato» ammette Fazio, «comunque per noi davvero non ci sono problemi, è una rassicurazione forte quella che mi sento di poter dare».
A Busto Arsizio i T-Red erano stati installati quando assessore responsabile era Luciano Lista, ancora adesso in giunta ma con responsabilità differenti. «Non ho il dato preciso sottomano» ci dice Lista «ma ricordo con chiarezza che le multe fatte con i T-Red ammontavano ad una media di otto al giorno». Dato che quadra perfettamente con quanto avveniva a Magnago, dove l’unica telecamera in funzione "pizzicava" un singolo trasgressore al dì. Se la media è esatta, a Busto sarebbero quasi tremila multe l’anno, per un introito giusto giusto dell’entità necessaria per finanziarci una rotonda. «Ricorsi? Be le indagini sui T-Red sono cosa recente, e fin quando sono rimasto assessore io» dichiara Lista «non ce n’è stato nemmeno uno».
Chi sui T-Red aveva ingaggiato una personale battaglia è il consigliere comunale del PD Alessandro Berteotti, che già nel novembre del 2007 interrogava in consiglio comunale la giunta, e non ha mancato di ricordarlo nell’ultima seduta dell’assemblea, venerdì, nonché sul suo blog. "Ve l’avevo detto" è il suo motto inespresso. «All’epoca» ricorda, «l’assessore Lista mi rassicurò sul fatto che tutto fosse omologato a dovere. Tuttavia il problema da cui sono nate le inchieste (partite dai soliti sospetti di "taroccamenti" per fare cassa, finiti sui tavoli dei magistrati ndr) che hanno fin qui risparmiato Busto ma coinvolto tanti Comuni è che se la macchina in sè è omologata dal ministero dei Trasporti, non è così per il sistema informatico. Diventa un po’ come mettere al semaforo dei vigili senza la divisa per farsi riconoscere, o privi della necessaria formazione…» Berteotti non contesta l’uso dell’apparecchio in sè: «Il T-Red può essere utile. Ho visto con i miei occhi più volte "bruciare" dei rossi in corso Italia, il problema esiste. È il sistema per affrontarlo che non va. I fornitori dei T-Red non prendono percentuali sulle multe, ma 10,80 euro fissi a multa sì». E dovrebbe essere,a ggiunge, solo e soltanto il Comune a introitare sulle singole sanzioni: l’affitto, la manutenzione eccetera sono altro capitolo. «È stata fatta una scelta politica nell’installare, ce ne si assuma la responsabilità e si faccia in modo che non vi siano problemi o contestazioni. Non sono tantissime in realtà le multe fatte coni T-Red, ma vedo in generale che i dati delle sanzioni sono ancora cresciuti nel 2008». A preoccupare Berteotti, a questo punto, più che la realtà locale è il clima generale: l’idea cioè che sull’onda del clamore mediatico possano impennarsi anche i ricorsi, con spese e lungaggini a carico della collettività. Del resto quello della disaffezione dei cittadini verso i controlli – si veda la "simpatia" riscossa dagli autovelox su Facebook – è un mal… Comune, con amministrazioni locali affamate di risorse negate dall’alto, e quindi indotte ad essere spietate alla benchè minima violazione. Con esiti talvolta oltre i limiti del grottesco, salvo invocare la sicurezza stradale a propria discolpa.
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