Spunta il “papello” della trattativa con la mafia
Dopo 17 anni dalla strage mafiosa del magistrato Paolo Borsellino, i giudici della procura di Palermo sono entrati in possesso del “Papello” che proverebbe l’apertura delle trattative tra lo stato e la mafia
Dopo 17 anni dalla strage mafiosa che ha causato la morte del magistrato Paolo Borsellino, finalmente i giudici inquirenti della procura di Palermo sono entrati in possesso del “Papello” che proverebbe l’apertura delle trattative tra lo stato e la mafia.
A consegnarlo alla procura è stato il figlio di Vito Ciancimino, sindaco dc di Palermo arrestato per mafia negli anni ’80, Massimo Ciancimino. Il Papello conterrebbe le 12 richieste che la mafia aveva fatto allo stato per aprire le trattative. Il particolare non è di poco conto perché i nuovi scenari che si stanno aprendo su quel maledetto 1992 al tribunale di Palermo potrebbe non escludere implicazioni molto gravi a carico di uomini che in quegli anni rappresentavano lo stato. Secondo quanto ricostruito nella trasmissione Annozero della scorsa settimana, infatti, non è da escludere che Paolo Borsellino sia venuto a sapere dell’apertura della trattativa tra stato e mafia e, poiché contrario a quell’operazione, che questo potrebbe essere stato una delle motivazioni alla base del suo assassinio.
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