Boni: “Piano del territorio, condiviso con le associazioni ambientaliste”
Per l'assessore "la regione dovrà saper coniugare la qualità della vita, per chi sceglie di abitare qui, con lo sviluppo di un territorio"
"Dopo più di trent’anni la Lombardia può contare su un Piano Territoriale Regionale che consente di
guardare con maggiore responsabilità alla programmazione territorio. Una guida importante per lo sviluppo della nostra regione e per l’attività urbanistica di tutti i soggetti istituzionali lombardi. Un quadro di riferimento per il futuro che abbiamo saputo e voluto condividere con le associazioni
ambientaliste, dal Wwf al Fai a Italia Nostra, e che punta a orientare lo sviluppo di Comuni e Province per limitare il consumo di nuovo territorio, conservare le aree libere e di interesse naturalistico e ambientale, favorendo il riutilizzo di aree dismesse e degradate". Lo ha sottolineato oggi l’assessore
al Territorio e Urbanistica, Davide Boni, nel corso di una conferenza stampa a chiusura di un ciclo di incontri sul Piano territoriale regionale, organizzati in tutte le province lombarde.
"L’individuazione all’interno del Ptr delle aree prioritarie per la valorizzazione delle biodiversità – ha ricordato l’assessore – è stato un lavoro frutto della collaborazione avuta con le associazioni ambientaliste. Un metodo di confronto finalizzato a tutelare, grazie al contributo di tutti, il patrimonio
territoriale e identitario lombardo, che dovrà essere seguito sempre di più nella prossima legislatura".
"In futuro – ha proseguito Boni – la Lombardia dovrà saper coniugare la qualità della vita, per chi sceglie di abitare qui, con lo sviluppo di un territorio che, per la presenza di imprese, è storicamente trainante per l’intero paese". Tra le linee guida principali previste dal Ptr figurano, infatti, il
recupero delle vecchie aree industriali abbandonate o sottoutilizzate, la tutela e la valorizzazione del sistema delle aree verdi e di interesse naturalistico della Lombardia, la difesa dei laghi lombardi dal rischio cementificazione e dal degrado delle sponde, la sicurezza dei fiumi (esondazioni) e
delle zone montane (dissesti idrogeologici), l’inserimento "coerente" delle nuove grandi infrastrutture per la mobilità con l’ambiente, le esigenze delle comunità locali e le caratteristiche del paesaggio, il collegamento dei percorsi ciclabili con gli itinerari internazionali, anche in relazione alla valorizzazione dei Navigli, grande patrimonio dell’identità lombarda.
"L’impegno – ha osservato Boni – è rendere ogni intervento sul territorio attento e coerente con le caratteristiche del paesaggio, evitando il consumo di nuovo territorio. Basta con le iniziative tampone realizzate fino a oggi in mancanza di una pianificazione urbanistica coerente e condivisa: i paesaggi
lombardi devono essere al centro della responsabilità di pianificazione degli enti locali, nel segno di una nuova collaborazione tra Regione e Comuni, anche in vista di Expo 2015, occasione di rilancio per la qualità degli spazi urbani".
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