Quel gioco dei magneti, che ci faceva sentire ingegneri

Il Geomag, celebre gioco di costruzioni basato sui principi del magnetismo, rischia di scomparire. Un pezzo di storia dei giocattoli, che appassiona i grandi sul web

geomagNon solo cubi o icosaedri, ma anche ricostruzioni in miniatura del Taj Mahal o della Tour Eiffel. Con il Geomag, il gioco magnetico che ha segnato l’infanzia di molti di noi, bastavano la fantasia e qualche nozione di geometria per creare di tutto.

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Il principio del Geomag è decisamente semplice: le scatole del gioco contengono sferette d’acciaio ricoperto di nichel e piccole barrette magnetiche. Ogni barretta magnetica ha un polo positivo ed uno negativo, riuscendo così a indurre tra le sfere una forza di 4,116Newton che consente di realizzare costruzioni solide e anche molto alte.

L’idea, manco a dirlo, è venuta a degli svizzeri: Geomag è nato nel 1998 e da allora viene prodotto a Novazzano. Il gioco è in grado di sviluppare le nozioni logiche e la visione tridimensionale non solo dei ragazzini: in realtà piace molto anche agli adulti.

Non a caso nel 2009, quando la crisi economica lasciava già intravedere un momento difficile per l’azienda, la società ha ristrutturato l’offerta con tre linee: GBaby per i bambini più piccoli (grandi magneti a forma di animali, che non possono essere ingeriti), Kids (per ragazzini) e Pro (magneti più potenti, per realizzare costruzioni più imponenti). Aveva superato anche brillantemente le accuse di non sicurezza, che avevano segnato la sua storia passata e dalle quali è uscita al meglio nell’ultimo rapporto del Sole 24Ore.

Gioco preferito dagli ingegneri del passato, non stupisce scoprire che il GeoMag sia una vera e propria moda sul web. Esiste un forum gettonatissimo e persino una wiki, per scambiarsi modelli e progetti. Un vero idolo del web, invece, è stato Rafael Millàn, artista scomparso nel 2008 e celebre per le sue imponenti costruzioni GeoMag.

Tutti pezzi, fatti di magneti e sentimenti, che ora rischiano di scomparire. I videogiochi stanno mietendo un’altra celebre vittima, un altro di quei giochi che hanno saputo accendere la mente.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 aprile 2010
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