Il vincitore: “Incredulo e strafelice”
Garzelli confessa: «Uno dei successi più belli della mia carriera». Anche Basso sorride: «Tappa difficile per le mie caratteristiche, sono contento di come è finita»
È un "Processo alla tappa" molto varesino quello che va in onda sulla Rai da Plan de Corones, con cui arrivano a caldo le impressioni dei protagonisti dopo la cronoscalata vinta da Garzelli. Oltre al besanese, intervistato a distanza, ci sono sul palco i due grandi rivali per la vittoria finale, il cassanese Ivan Basso e l’ex residente a Castronno, Cadel Evans, con un giornalista nostrano e importante (Pier Bergonzi) a fare le domande.
«Sono incredulo e strafelice» dice Garzelli che ha un sorriso enorme e non nega che quella al Plan de Corones sia «una delle mie vittorie più belle e importanti». Il suo settimo successo al Giro arriva infatti a 37 anni dopo un paio di giorni davvero difficili: «Sabato sul Monte Grappa ho capito di non reggere i ritmi dei primi e in un minuto ho dovuto decidere: ho scelto di uscire di classifica per preservare la gamba in vista dell’ultima settimana e quindi anche sullo Zoncolan sono salito senza troppo forzare. Onestamente però pensavo più a vincere la tappa di Peio che non questa dove l’obiettivo era finire tra i primi cinque ma naturalmente sono contentissimo di come è andata. Volevo lasciare un bel segno su questo Giro e direi che ci sono riuscito, onorando l’impegno mio e della squadra».
Anche Basso non perde il sorriso, due giorni dopo la grande impresa dello Zoncolan. «Per me è stata una buona prova: non è facile per le mie caratteristiche correre una cronoscalata dopo un giorno di riposo e anche lo sterrato non è il mio pane. Quando mi sono alzato in piedi sui pedali la ruota dietro ha iniziato a slittare, così sono tornato seduto cercando di mantenere i miei ritmi. Ho perso qualcosa da Evans e sapevo che poteva accadere, però ho anche guadagnato terreno su Arroyo e Sastre e ciò mi fa piacere: continuiamo così ed evitiamo di pensare che il Giro si deciderà tra me e Cadel, perchè credo che ci siano ancora 4 o 5 pretendenti alla maglia rosa di Verona».
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