Donate quattro case per i detenuti di Varese
Il progetto "Non solo accoglienza" mette a disposizione di ex detenuti e persone in affidamento alcuni appartamenti donati da due cittadine. Condizione necessaria è avere un lavoro
Quattro appartamenti per riconquistare la "libertà". Uscire dal carcere può voler dire tornare alla vita "normale", ma può anche significare ritrovarsi senza lavoro, senza famiglia e senza rete. Per questo mesi fa è nato il progetto "Non solo accoglienza" che ha come obiettivo quello di aiutare detenuti ed ex detenuti nel percorso di reinserimento nella società (qui il blog Carcere 2.0).
Fra le iniziative messe in campo dagli educatori e dagli operatori coinvolti – capofila Volgiter, Associazione Volontariato Giustizia Territorio – c’è anche l’accoglienza in alcuni appartamenti. A disposizione ci sono quattro abitazioni – due a Busto Arsizio e due nella zone di Varese – per un totale di sei posti. A breve a Varese verrà ultimato anche un terzo appartamento che avrà tre posti letto. In queste strutture vengono accolti sia ex detenuti che hanno finito di scontare la loro pena che persone detenute affidate ai servizi sociali. Nel primo caso le persone trascorrono prima un periodi di circa sei-otto mesi nella casa accoglienza Casa Onesimo. Qui vengono aiutati nella ricerca di lavoro e, una volta trovato, possono spostarsi in uno degli appartamenti per un periodo di altri sei mesi. Affitto gratis, vitto a carico della persona. «L’idea – spiega Marco Pozzi, presidente di Volgiter – è di offrire loro un trampolino di lancio verso la piena auotnomia».
Nelle quattro abitazioni vengono però accolti anche i detenuti che beneficiano di pene alternative alla detenzione, in particolare coloro che sono affidati ai servizi sociali. In questo caso si tratta di persone con borse lavoro che hanno bisogno di un punto di accoglienza, ma che sono in grado di mantenersi. «Naturalmente si tratta sempre di accoglienze accompagnate – continua Pozzi -. Gli ospiti non sono abbandonati a loro stessi, ma sono seguiti costantemente da educatori e volontari».
I quattro appartamenti possono essere utilizzati grazie all’iniziativa di alcuni privati. «Le due abitazioni di Busto sono state messe a disposizione con un comodato d’uso da una cittadina, mentre quelli varesini sono stati donati come eredità da Iva Ciafrè (foto), docente e coordinatrice del Centro Enaip scomparsa nel 2004 – conclude Pozzi -. Ancora una volta dobbiamo ringraziare la generosità dei cittadini».
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
principe.rosso su NAZA. Quando l’orrore diventa abitudine
lenny54 su Monteviasco, la pazienza è finita: "Otto anni di attesa, ora basta. Vogliamo poter vivere il nostro paese"
Felice su Ritrovare la terra: sotto l’asfalto c’è una risposta al riscaldamento globale. Serve partire
lenny54 su NAZA. Quando l’orrore diventa abitudine
Felice su Carenza dei medici di base, in due distretti su sette il 64% degli "orfani": Azzate e Tradate in difficoltà
battistapoma su Cervo intrappolato a Castano Primo nel Canale Villoresi salvato dai vigili del fuoco










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.