Riscaldamenti a Sant’Anna, “Niente contacalorie: costano troppo”

La commissione riscaldamento contesta il parere del signor Cascio: "Oltre che costare, i contacalorie nelle case sarebbero inutili. Il sistema funziona e venti gradi in casa sono garantiti a tutti"

Botta e risposta sui riscaldamenti a Sant’Anna, dove la situazione si era, appunto, scaldata dopo un’assemblea pubblica. In relazione al nostro articolo che descriveva, oltre agli ultimi interventi in consiglio comunale sulle questioni relative al rione, anche questa circostanza, vista da una delle parti in causa, replicano seccamenti quanti non sono affatto convinti delle ragioni portate avanti dal signor Franco Cascio: in testa "la commissione riscaldamento nominata dall’assemblea del supercondominio gestione riscaldamento". Il signor Cascio Franco "non è portavoce di nessuno nel quartiere e non è stato nominato da nessuno, ma è portavoce solo delle sue idee strampalate" replica secca la commissione, a firma del presidente Giuseppe Rogora "e chi non la pensa come Lui diventa Sovietico (Comunista) tenendo presente che il signor Cascio Franco è stato membro per della commissione riscaldamento per ben dieci anni, però in tutto questo tempo non ha mai fatto niente per migliorare le cose". Facendo presente che se la questione del "sovietico" fa riferimento all’aggettivo nell’articolo, questa era farina del sacco dell’autore, non di Cascio, e aveva intento scherzoso per definire qualcosa di impiantisticamente non modernissimo e improntato a servizio collettivo invece che individuale, proseguiamo nell’esame della missiva che mira a smontaew le affermazioni di Cascio, a sua volta "contestatore" in assemblea in nome del risparmio energetico.

Nell’assemblea del Supercondominio, "che ha un suo regolamento e che si convoca ogni anno in occasione della presentazione del bilancio consuntivo e del bilancio di preventivo", il signor Cascio aveva presentato la proposta di installare i contacalorie nei singoli appartamenti, "ma l’assemblea ha rigettato la proposta perché il costo di trasformazione per ogni singolo appartamento varia da 4.000,00 a 6.000,00 euro per una spesa complessiva che varia dai 2.400.000,00 ai 3.600.000,00 Euro (tradotto in vecchie lire dai 5 miliardi ai 7 Miliardi di vecchie lire tutuo compreso)". Ed è per questo motivo cxhe in parecchi avranno fatto un salto sulla sedia. "La gestione del riscaldamento di Sant’Anna" rprosegue la commissione "non è una azienda di servizi tipo A2A di Brescia o come sta facendo a Busto AGeSP con il teleriscaldamento, che eroga un servizio, installa il contacalorie e che lo usino o meno non fa problema perché erogano un servizio…" Il supercondominio è composto da 600 appartamenti, negozi ,asilo nido e centro sociale per un totale di Mq.61.669,87, e le spese per il funzionamento della centrale sono ripartite in base ai metri quadri di proprietà. Dunque, "se si installassero i contacalorie sarebbero inutili perché la differenza tra la lettura dei singoli contacalorie e il consumo effettivo di metano per il funzionamento verrebbe ripartita ancora su tutti i proprietari". Il sistema, insomma, non è molto flessibile.

Quest’anno l’assemblea ha dato mandato di attaure in via sperimentale, su di una sottostazione comprensiva di due palazzine, una revisione delle saracinesche di mandata calore negli appartamenti "per monitorare e bilanciare se possibile la diseguaglianza di temperatura che può esserci in qualche appartamento – comunque la temperatura di 20° è garantita a tutti, se la sperimentazione sarà positiva verranno revisionati tutti gli appartamenti". Qanto all’osservazione di cascio secondo cui il contacalore sarà presto un obbligo per legge regionale, "la Regione Lombardia obbliga l’installazione dei contacalorie solo negli appartamenti di nuova costruzione o in quelli in ristrutturazione. La centrale termica di Sant’Anna ha caldaie che funzionano a metano, sono efficientissime, funzionano a pieno regime con un rendimento pari al 97,4%; non inquinano, abbiamo il controllo dei fumi registrato ed è tutto in regola e documentato. Per cui finiamo di denigrare sempre il quartiere", scrive irritato il presidente Rogora, perchè "quando è stato costruito nei primi anni Sessanta questo sistema di riscaldamento a pannelli era un sistema all’avanguardia e ancora oggi se pure ha bisogno di qualche manutenzione o aggiustamento è ancora attuale e ha dei grandissimi vantaggi, mantiene sempre gli appartamenti a temperatura costante (tesi specularmente contraria a quella sostenuta da Cascio: chi ha ragione? ndr) con una spesa che per un appartamento di circa 70 metri quadri è di circa 1.000 euro in sei mesi, cosa che sarebbe impossibile in un appartamento con un riscaldamento autonomo"

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 novembre 2010
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