La velocità di Giorgio Benedetti
Al Colombo Caffè la forza delle immagini, la potenza del colore, il dinamismo delle prospettive dell'artista
Non serve una lunga recensione sulle opere esposte in questo periodo da Giorgio Benedetti al Colombo Caffè. Mi piace solo ricordare la forza delle immagini, la potenza del colore, il dinamismo delle prospettive e quasi la “visione” del rombo del motore.
Frasi, parole, simboli si sconvolgono in “temi” compositivi che “parlano” non solo per gli addetti ai lavori e per gli appassionati di motori un linguaggio fatto di storia, di eventi, di tempi lontani ma anche per chi osserva le opere con stupore …
Non solo forme, colori e movimento.
Ma visitando questa esposizione, quel che ancor più mi ha interessato è il passaggio da una pittura di “rappresentazione” dal di fuori, a quella che intravedo poter essere la “poetica” di Giorgio Benedetti domani: la rivisitazione della velocità dal “di dentro” ed il poterla vivere come seduti nel bolide.
L’antica passione per l’auto ed il motore espressa nella descrizione delle forme e della velocità, si sta trasformando nella comunicazione di una poetica “interiore”; come se vivesse “dentro” il corpo dell’artista la “bomba rombante” e il poeta descrivesse sensazioni, emozioni e sentimenti: un Giorgio Benedetti pilota.
E con questo concludo, augurando a Benedetti buona fortuna per una nuova gara, con se stesso.
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