Quando il terremoto avvicina gli amori
Abbiamo chiesto qualche particolare in più alla padrone del cane che "ha scritto una lettera" a Varesenews. E abbiamo scoperto una bella storia di pendolarismo sentimentale. Che potrebbe avere un lieto fine
«Io sono mirandolese, ho due figli universitari e…Guido». A parlare è Sabrina Sasso, la padrona del "cane terremotato" ospitato a Varese (nella foto), la cui storia è stata raccontata in una lettera inviata a Varesenews. Quando abbiamo chiesto qualche particolare in più, Sabrina ci ha raccontato una storia bellissima, dove il destino si intreccia con un amore pendolare: «Quasi due anni fa ho conosciuto una persona meravigliosa: il mio compagno, varesino. Ed è iniziato il mio pendolarismo "amoroso" Mirandola-Arcisate. In seguito Walter ha acquistato casa a Varese ed era in fase di trasloco. Ha sempre voluto che io mi trasferissi qui in pianta stabile, ma i miei figli hanno una vita strutturata a Mirandola e poi qui fatico a trovare lavoro, ragion per cui… pendolarismo!»
Poi è arrivato «Lui, il terremoto» Come lo chiama Sabrina. E i programmi sono stati stravolti: «Walter ci accolti tutti, Guido in testa. E siamo in pieno trasloco, come dicevo: in questa casa manca la cucina (arriverà tra 15 giorni!) ed il lavello del bagno (in settimana). Ma dopo aver scampato – e non scherzo – la morte, siamo solo contenti di essere vivi e di non vivere in tenda».
Cercando in internet il suo nome, di Sabrina Sasso si scoprono poi anche altri particolari: come quello che è redattrice di un sito internet e che ha anche scritto un libro dal titolo “Voglio capire se ne è valsa la pena”. Avrebbe dovuto presentarlo il 9 giugno proprio a Mirandola, al castello del Pico: ora quel monumento è inagibile. «…Ma fa niente, l’importante è essere vivi, davvero».
Ora quel che conta non sono i mobili, ma la serenità e l’affetto: «Ci stringiamo l’uno l’altro (anche i miei figli fanno la spola tra Cervia, dove hanno amici, e Varese) assieme a Guido, che ama Walter credo più di me. Abbiamo ricevuto tante gentilezze da parte degli abitanti di Varese, anche un abbraccio a Mediaworld! e tiriamo avanti, anche se non sappiamo più cosa faremo in seguito. Guido non ha mai avuto uno sguardo più pensieroso, ma come me è felice e grato di essere a Varese».
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